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Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli: “Il nuovo piano territoriale metropolitano tiene conto dell’andamento demografico”

Firmata l’intesa sul Piano territoriale metropolitano di Napoli

È stata firmata a Napoli, nella mattinata del 10 marzo, l’intesa istituzionale tra la Conferenza permanente di Pianificazione e la Città Metropolitana di Napoli sul progetto di Piano Territoriale Metropolitano (PTM). L’accordo riguarda anche la proposta di articolazione del territorio in dieci zone omogenee, pensate per programmare infrastrutture, servizi e strategie territoriali.

Alla firma erano presenti il sindaco metropolitano Gaetano Manfredi, il consigliere delegato all’Urbanistica Giuseppe Bencivenga e l’assessore regionale al Governo del Territorio Vincenzo Cuomo.

Manfredi: pianificare lo sviluppo con una visione metropolitana

Il Piano territoriale metropolitano rappresenta, secondo il sindaco Gaetano Manfredi, uno strumento strategico per guidare lo sviluppo dell’area metropolitana.

«Dotarsi del Piano Territoriale Metropolitano non è soltanto un obbligo di legge – ha detto Manfredi – ma è un’opportunità straordinaria per governare lo sviluppo del nostro territorio con equità e sostenibilità. Ci dotiamo di una governance capace di visione e di indirizzo per il futuro della nostra area metropolitana, il suo sviluppo economico e sociale. Per farlo abbiamo scelto una visione policentrica e suddiviso il territorio in 10 zone omogenee per rendere il territorio più competitivo e attrattivo».

La pianificazione metropolitana punta quindi a coordinare lo sviluppo economico e territoriale attraverso una struttura di governance condivisa.

Dieci zone omogenee per organizzare il territorio

Il piano individua dieci zone omogenee, costruite sulla base delle caratteristiche territoriali, ambientali, economiche e sociali delle diverse aree dell’area metropolitana.

Gli ambiti individuati sono Campi Flegrei–Ischia e Procida, Giuglianese, Napoli Nord, Napoli, Napoli Nord est, Nolano, Vesuviano interno, Vesuviano costiero, Sarnese, Penisola sorrentina e Capri.

Questa articolazione ha l’obiettivo di programmare infrastrutture, attrezzature metropolitane e strategie ambientali in una logica di sistema, evitando la competizione tra i singoli comuni e favorendo una pianificazione integrata.

Sicurezza del territorio e gestione dei rischi

Il Piano territoriale metropolitano dedica inoltre un capitolo alla sicurezza del territorio, con una ricognizione dei principali rischi naturali e antropici.

Tra i rischi individuati figurano idrogeologico, sismico, vulcanico, maremoto e incendi. Il piano dedica un’attenzione specifica all’isola di Ischia, recependo gli strumenti adottati dopo gli eventi sismici e franosi, e all’area dei Campi Flegrei, interessata dal fenomeno del bradisismo.

Cuomo: la pianificazione tiene conto dell’andamento demografico

Nel commentare l’intesa istituzionale, l’assessore regionale al Governo del Territorio Vincenzo Cuomo ha evidenziato il ruolo della Regione Campania nel processo di pianificazione.

«La Regione Campania accompagna e sostiene la Città Metropolitana di Napoli lungo tutto il percorso di co-pianificazione. Elevare le zone omogenee portandole a dieci tiene conto anche dell’andamento demografico del territorio che vede concentrati un milione di abitanti nella città di Napoli e i restanti due milioni negli altri 91 comuni dell’area metropolitana, con città di medie e grandi dimensioni, alcune delle quali superano perfino i 100mila abitanti».

Il riferimento alla distribuzione della popolazione sottolinea quindi come la dimensione demografica sia uno degli elementi presi in considerazione nella pianificazione dello sviluppo dell’area metropolitana di Napoli.

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