Durante la relazione della commissione di Vigilanza Rai, alla Camera dei deputati, il nuovo Ad della Rai, Carlo Fuortes, ha sostenuto come i tagli fatti «non incidono sulla qualità dei prodotti, non avranno alcun effetto sui palinsesti». Aggiunge, inoltre, che i provvedimenti sono «efficientamenti», che serviranno «a riportare in pareggio i conti».
«Le perdite di un’azienda come la Rai» ha spiegato «non vengono ripianate dallo Stato e con circa 300 milioni di euro di perdite, in 3 o 4 anni si portavano i libri in tribunale. In Italia c’è un canone di 90 euro, sapete bene che in Francia il canone è di 135 euro, cioè il 50% in più, in Inghilterra è di 180 euro e in Germania di 240 euro».
«Quindi, c’è un problema di risorse, rispetto alle nostre “sorelle” del servizio pubblico siamo sottofinanziati ma, per esempio, Rai 1 su 124.825.000 euro avuto un taglio di 825.000 euro e adesso sta a 124 milioni. Chi di voi ha mai gestito un budget di questo tipo sa perfettamente che un taglio come questo può essere assolutamente supportato senza minimamente ridurre la qualità».
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