“Soprattutto per i nodi di prezzo” legati all’aumento dei tassi “ci sono molti segnali che qualcosa scricchiola” nell’offerta e della richiesta di credito.
Lo afferma Frederik Geertman, amministratore delegato di Banca Ifis.
Il rallentamento del credito “non si è comunque tradotto in un raffreddamento o peggio in una febbre per il sistema delle imprese italiane”, specifica Geertman intervenendo all”EY banking leadership talk ricordando che la Bce comunque, oltre che sui tassi, sta intervenendo anche sul programma dell’acquisto di titoli e sul Tltro, quindi tutti gli operatori devono prepararsi a un mondo che non potrà più contare sulla grandissima disponibilità di liquidità che ha contraddistinto gli ultimi anni.
“Le imprese, specie quelle più grandi, stanno riposizionandosi in questo senso: non si potrà più contare sull’enorme liquidità precedente”, conferma Massimiliano Belingheri, amministratore delegato del gruppo bancario Bff.
Il sistema bancario europeo comunque “finora è uscito bene dalla crisi delle banche statunitensi, dal fallimento di Credit Suisse e dal ciclo di cambiamento dei tassi di interesse.
Ma gli effetti sul sistema sono lenti, quindi dobbiamo essere molto cauti”, conclude Belingheri alla conferenza on line organizzata da EY in collaborazione con il Sole 24 Ore.








