Il ruolo della riforma Foti nella Pubblica amministrazione
La riforma Foti può rappresentare uno strumento per ridurre la cosiddetta “paura della firma” nella Pubblica amministrazione. È questa la riflessione proposta da Franco Massi, presidente aggiunto della Sezione regionale di controllo per il Lazio della Corte dei conti e segretario generale, in un’intervista pubblicata dal Riformista e rilanciata dalle agenzie di stampa.
Secondo Massi, la riforma “rafforza il controllo preventivo e la funzione consultiva della Corte dei conti, offrendo maggiori certezze ex ante a funzionari, dirigenti e amministratori alle prese con un sistema normativo sempre più complesso”.
Il tema si inserisce nel dibattito più ampio sull’efficienza della Pubblica amministrazione, sulla responsabilità amministrativa e sul rapporto tra controlli e capacità decisionale degli enti pubblici.
La “burocrazia difensiva” e la paura della firma
Nel suo intervento, Massi richiama esplicitamente il concetto di “burocrazia difensiva”, già affrontato dalla Corte costituzionale.
“La Corte costituzionale ha parlato apertamente di fatica dell’amministrare e di burocrazia difensiva”, osserva il magistrato contabile.
Massi sottolinea inoltre come il timore di conseguenze personali possa incidere direttamente sull’azione amministrativa.
“Un semplice invito a dedurre, pur non essendo una condanna, può trasformarsi in una gogna mediatica capace di compromettere un’intera carriera pubblica”, afferma.
Da qui nasce, secondo il presidente aggiunto della Sezione regionale di controllo per il Lazio, il fenomeno della paura della firma: “Il timore di subire conseguenze personali agendo in perfetta buona fede, ma in assenza di orientamenti chiari”.
Massi evidenzia anche un dato legato all’attività delle procure contabili: “Se circa metà delle azioni delle procure contabili non si conclude con una condanna definitiva, significa che molti amministratori pubblici vengono coinvolti pur risultando poi incolpevoli”.
La funzione preventiva della Corte dei conti
Nel ragionamento sviluppato da Massi, la riforma punta a rafforzare il ruolo preventivo della Corte dei conti rispetto all’azione amministrativa.
“L’obiettivo della riforma credo sia rafforzare il ruolo della Corte come supporto preventivo all’azione amministrativa”, spiega.
L’attenzione viene posta soprattutto sulla necessità di garantire maggiore certezza normativa a funzionari, dirigenti e amministratori pubblici chiamati a operare in un contesto sempre più complesso.
Secondo Massi, il nuovo assetto dovrà comunque confrontarsi con una struttura istituzionale consolidata nel tempo.
“Si tratta di una riforma senza dubbio epocale, che deve necessariamente fare i conti con un assetto organizzativo e funzionale ormai consolidato da 32 anni”, osserva.
Il rapporto tra governo, Parlamento e Corte dei conti
Massi richiama inoltre il rapporto tra istituzioni e Corte dei conti nel processo di attuazione della riforma.
“Credo che Parlamento e governo facciano particolare affidamento nella capacità dei vertici della Corte di interpretare al meglio il nuovo ruolo che l’intero sistema-Paese richiede all’Istituzione superiore di controllo della Repubblica Italiana”, afferma.
Il magistrato contabile conclude ribadendo quella che considera la funzione centrale della Corte dei conti.
“La missione fondante della Corte non è quella di reprimere gli illeciti, bensì di assicurare che la Pubblica Amministrazione utilizzi al meglio le risorse pubbliche”, sottolinea.
Nel dibattito sulla modernizzazione della macchina pubblica, il tema della responsabilità amministrativa continua quindi a intrecciarsi con quello della semplificazione, dell’efficienza e della capacità di spesa degli enti pubblici.








