Francesco Cerruti (direttore VC Hub Italia): «L’innovazione non si sostiene con interventi a pioggia»

Oggi l’Italia è l’unico Stato europeo in cui le startup non hanno ancora ricevuto un euro di finanziamento nell’ambito dei piani di rilancio. La denuncia, in un’intervista ad Avvenire è di Francesco Cerruti, direttore generale di VC Hub Italia, associazione che rappresenta i gestori di fondi venture capital che operano in Italia e le principali startup innovative. Riguardo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, primo passo del progetto del governo italiano per utilizzare i 209 miliardi di euro delle risorse del Recovery fund, Cerruti rimarca che ”le cose vanno fatte bene”. ”A parole c’è un clima estremamente positivo – prosegue – tutto il piano Next Generation UE è centrato su ambiente, digitale e innovazione. Bisogna vedere come queste parole d’ordine saranno declinate. Per le startup abbiamo già evidenziato come storicamente in Italia si ritenga più opportuno introdurre aiuti quasi a pioggia piuttosto che privilegiare un aiuto concreto a quelle realtà che hanno il margine per crescere e per creare ricchezza e lavoro”.

“Una eccessiva distribuzione delle risorse aumenta il rischio di frammentazione, con la conseguenza che non si riesce ad aiutare in modo significativo chi può fare il salto di qualità e che si finanziano imprese che non sono in ottima salute per cause che non c’entrano con il Covid – dice Cerruti – noi abbiamo fatto tre proposte molto precise su cosa servirebbe alle startup italiane: il rafforzamento del tech transfer, con agevolazioni fiscali per chi investe, decide di stabilirsi lavorativamente e diffonde conoscenze in Italia; la creazione di una serie di Fondi a matrice pubblica ma a traino privato, per allocare in modo efficiente le risorse del Recovery Fund alle imprese innovative attive nelle aree da valorizzare; un rafforzamento del credito d’imposta per le imprese che fanno ricerca e sviluppo, così da sostenerle mentre portano avanti gli investimenti”.

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