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Francesco Buzzella (presidente Confindustria Lombardia): «Bisogna riportare il gas tra i 70 e gli 80 euro/MWh, altrimenti l’Italia tracolla»

“Dobbiamo fare qualcosa per riportare il gas tra i 70 e gli 80 euro/MWh, altrimenti chiude il Paese”. A dirlo al ‘Il Foglio’ è Francesco Buzzella, presidente di Confindustria Lombardia. Secondo una stima della Regione, per riportare il gas a livelli sostenibili servirebbero tra i 15 e i 20 miliardi.

“Chiediamo al governo un atto di coraggio – afferma Buzzella -. Una strada è quella di fissare un tetto ai prezzi del gas”. Il prezzo regolato funziona se tutti i Paesi sono d’accordo, “altrimenti – fa notare Buzzella – il governo dovrebbe prendere comunque di petto la questione. Meglio uno scostamento di bilancio importante, va bene anche colpire gli extraprofitti. Ma l’energia ha effetti trasversali che vanno considerati”.

“Pensiamo spesso alle bollette e alla benzina – osserva ancora il presidente degli industriali lombardi – ma è poca cosa in confronto a quello che il prezzo dell’energia determina sulla catena del valore delle merci. Gli effetti della guerra non si vedono ancora a valle, ma i listini sono impazziti e purtroppo ci sarà uno tsunami di aumenti ulteriori rispetto a quelli che ci sono stati finora”. Anche per le materie prime la situazione è preoccupante.

“Mancano fertilizzanti per le imprese agricole, carbon black per la gomma, nichel per la siderurgia, rottami per acciaierie e fonderie – sottolinea Buzzella -. Ci sono aziende che non hanno più olio di girasole e mancano i cablaggi per l’automotive. Questi settori avranno bisogno di aiuti straordinari”. Un modello è quello messo in pratica durante la pandemia. “Le richieste di cassa integrazione modulate sulle chiusure temporanee potrebbero essere gestite come fatto con la cassa Covid – suggerisce Buzzella – ma anche le moratorie sui mutui sono stati strumenti utili”.

Ora, dice, “Speriamo non sia Putin a chiudere i rubinetti”. Se fosse l’Ue a farlo, “sarebbe masochista decidere un embargo, si fermerebbe l’industria e non solo quella italiana, un disastro – avverte -. Questa crisi energetica ci serva da lezione. Abbiamo sempre detto no a tutto, dalle trivelle al nucleare al Tap, senza cui ora saremmo messi peggio. Oggi ci serve più gas e infrastrutture. Ed è una lezione che non potevamo imparare in modo più drammatico”.

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