«La Dorsale Adriatica è essenziale perché garantisce lo sviluppo Nord-Sud mentre i collegamenti orizzontali lavorano sulle potenzialità di sviluppo del Centro Italia lungo l’asse trasversale Tirreno-Adriatico». È quanto sottolinea il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli in un’intervista al Messaggero, in cui interviene sulle linee di un possibile progetto di rilancio infrastrutturale dell’area del Centro Italia.
La regione Marche è fra i promotori di un accordo con le altre amministrazioni per lo sviluppo della direttrice Adriatica. «Il nostro – spiega Acquaroli – è un territorio che subisce un isolamento ormai atavico, e in un’epoca in cui la globalizzazione e la competitività si esprimono anche attraverso la velocità della comunicazione e dei collegamenti, il fatto di essere tagliati fuori a causa di reti ferroviarie e stradali inadeguate, ci condiziona e penalizza fortemente».
«Bene, dunque, il potenziamento delle trasversali Est-Ovest e Nord-Sud, ferroviarie e stradale, sia gli investimenti per le aree interne, che si stanno spopolando e rischiano desertificazione e un enorme danno economico».
«Con Giorgia Meloni da sempre sosteniamo che esista non solo una questione Meridionale ma anche il divario tra l’Est e l’Ovest dell’Italia. Oggi bisogna tradurlo in azioni concrete e noi ci stiamo provando, a partire dalle infrastrutture. La Fano-Grosseto, la Salaria, la Orte-Falconara, il Corridoio Adriatico con l’A14 e l’alta velocità, e così via», prosegue.
«Abbiamo firmato da pochi mesi l’accordo per il Corridoio Adriatico con le Regioni Abruzzo, Molise e Puglia e da qui partiamo per una strategia comune».








