Fincantieri chiude il 2025 con un bilancio da record e l’utile netto più alto di sempre, a quota 117 milioni.
Il gruppo della cantieristica navale continua dunque a guardare allo sviluppo, rafforzando il proprio posizionamento nel settore Cruise e avanzando in quello della Difesa.
Il contesto geopolitico è complesso e genera una domanda incrementale di asset per la difesa: obiettivo di Fincantieri, ribadisce l’ad e dg, Pierroberto Folgiero, è prepararsi a cogliere ulteriore crescita della domanda attraverso il raddoppio della capacità produttiva dei cantieri italiani.
Al momento il conflitto in Medio Oriente, spiega Folgiero agli analisti, non ha impattato negativamente sugli armatori.
E le coperture di energia e acciaio, per la produzione, sono garantite per il 2026.
Anno che il gruppo, al netto di impatti a oggi non prevedibili legati alle possibili evoluzioni del conflitto in Medio Oriente, prevede di chiudere con risultati ulteriormente in crescita.
Intanto al 31 dicembre sono stati registrati utili 4 volte più alti del 2024 (27 milioni), i ricavi e l’Ebitda sono aumentati rispettivamente del 13,1% (9.194 milioni contro 8.128 milioni) e del 33,9% (681 milioni contro 509 milioni); l’Ebitda margin è in crescita al 7,4% (6,3% nel 2024).
Il gruppo, secondo quanto emerge dal bilancio approvato dal cda, ha registrato anche un nuovo record di ordini acquisiti, pari a 20,3 miliardi, +32,4% rispetto al record del 2024 (15,4 miliardi) e il carico di lavoro complessivo è il più alto di sempre con 63,2 miliardi nel 2025 a cui si aggiungono nuovi contratti firmati a inizio 2026 che estendono la visibilità del backlog al 2037.
Numeri che garantiscono uno sprint al titolo alla chiusura di Borsa.
L’andamento positivo del business, con ricavi superiori alle stime degli analisti, è stato accompagnato – spiega Fincantieri – da una rigorosa disciplina finanziaria e da una riduzione dei costi relativi ai contenziosi per danni da amianto.
Il segmento Shipbuilding segna una crescita dei ricavi (+15,1%) e dell’Ebitda (+29,3%), con un Ebitda margin al 6,8% (6,1% nel 2024).
Nell’Underwater i ricavi aumentano dell’88,2%, per il consolidamento di Wass Submarine Systems (199 milioni), la performance di Remazel Engineering (+25% di ricavi) e il maggiore avanzamento sulle commesse del programma U212 NFS relativo ai sottomarini per la Marina italiana; l’Ebitda margin è pari a 17,6%.
Il segmento Sistemi, Componenti e Infrastrutture contribuisce con un Ebitda in aumento del 33,0% e un Ebitda margin all’8,2% (6,1% nel 2024).
Nell’Offshore e Navi speciali i ricavi sono sostanzialmente stabili sul 2024, mentre l’Ebitda margin è in crescita al 5,3%.








