Le navi che costruisce Fincantieri sono prodotti complessi, costituiti da milioni di parti.
Pesano molto (quelle da crociera circa 120 mila tonnellate) e come massima capienza possono ospitare fino a seimila persone.
Come complessa è anche la gestione dei cantieri per realizzarle, tanto che in fase di consegna possono gravitare intorno allo scafo oltre cinquemila lavoratori.
Così il colosso navale, controllato da Cdp e guidato dall’amministratore delegato Pierroberto Folgiero punta sulla tecnologia delle navi virtuali per gestire i cantieri, coprire l’intero processo di costruzione delle imbarcazioni, dallo scafo alle cabine e monitorare performance e consumi delle navi da crociera, militari o speciali come quelle di Vard per la costruzione delle piattaforme eoliche offshore, una volta consegnate.
la tecnica del digital twin (gemello digitale), modalità a cui, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il nuovo piano industriale ha dedicato almeno 400 milioni degli 800 complessivi previsti per i prossimi tre anni.
Altri 400 invece andranno all’implementazione dell’intelligenza artificiale (con gli algoritmi e i sistemi di analisi di immagini, video e dati), alla robotica e al cloud.
Attraverso l’uso della realtà virtuale, Fincantieri porta su schermo sia i cantieri sia le navi, immagini digitali che poi vengono collegate attraverso dei sensori, ad esempio, ai robot saldatori o allo scafo e all’apparato motore.
Lo scopo?
Avere tramite feedback continui, simulazioni virtuali sempre più corrispondenti alla realtà per ottimizzare i movimenti dei materiali o l’assemblaggio delle parti della nave.
I processi sono ovviamente interconnessi.
Negli ultimi 15 anni la progettazione e la realizzazione di una nave sono radicalmente cambiate.
Nel recente passato il gruppo delle costruzioni navali, tra le più importanti al mondo, con 18 stabilimenti in quattro continenti, 20 mila dipendenti (il 52%) in Italia, utilizzava questa la tecnologia del digital twin solo per alcune fasi.
Folgiero ora vuole estenderla a tutta la fase di vita della nave, fino anche alla gestione-manutenzione dell’imbarcazione, una volta consegnata all’armatore.
Ovviamente ciò rappresenta per Fincantieri anche nuove fonti di ricavo.
Quali sono i vantaggi?
La riduzione dei rischi nella produzione, perché le simulazioni consentono di fare manutenzione predittiva, l’abbassamento dei costi, il fronteggiare la costante carenza di manodopera qualificata e rispondere alla domanda del mercato che vuole giganti dei mari sempre più green.
Con la tecnologia dei digital twin è possibile infatti lavorare anche sull’efficienza energetica, costruendo navi che passano dall’oil al gas e dal gas liquido all’idrogeno, ottimizzandone i consumi.
Aiutare gli armatori a vincere la sfida della transizione ecologica è un altro fattore di competitività.








