Non solo navi da crociera e attività offshore nell’energia eolica: Fincantieri è sempre più un gruppo della Difesa, un settore quanto mai cruciale in questa fase di guerre ai confini dell’Europa e di rimescolamento dei blocchi geopolitici.
Oggi vale quasi il 40% del fatturato complessivo del gruppo ma è un’identità che la borsa, dove il colosso italiano è quotato dal 2014, ancora stenta a riconoscere e a valorizzare.
Ed è proprio questo uno degli obiettivi della strategia del ceo Pierroberto Folgiero, arrivato alla guida del gruppo nel maggio 2022.
A due anni di distanza, scrive MF-Milano Finanza, il top manager punta ad accelerare la crescita proprio nel settore della Difesa, un mercato che nel 2023 ha mobilitato 2,3 trilioni di dollari, di cui 150 miliardi nella fornitura di navi da guerra.
E vuole farlo non più solo con operazioni ordinarie come la joint venture da 30 miliardi annunciata il 21 febbraio con il gruppo Edge, di Abu Dhabi, per la produzione di navi militari.
Folgiero sta lavorando anche a un’operazione di natura straordinaria.
O anche a più d’una.
Allo studio sul suo tavolo c’è, dal punto di vista del rafforzamento patrimoniale, un’operazione sul capitale che dovrebbe prendere la forma di una ricapitalizzazione – ipotesi principale sulle quali società, banche e Cdp, suo principale azionista con il 71,32% sono al lavoro – oppure quella di un bond convertibile, o di un mix delle due opzioni.
Più fonti contattate da Milano Finanza sono concordi in questo senso.
L’azienda, interpellata, non commenta.
Ci sarebbe in vista anche l’acquisizione di una società, per fare subito quel salto dimensionale nella Difesa che Folgiero persegue.
Dopo l’acquisizione a dicembre di Remazel per circa 70 milioni, autofinanziata, per lo sviluppo delle attività sottomarine come il lancio e il recupero di droni underwater e l’espansione nel cosiddetto «dominio subacqueo», Fincantieri starebbe trattando per un’altra società sempre nel campo della Difesa, tra Italia ed Europa.
E potrebbe continuare a guardarsi intorno.
Allargare il flottante è un altro obiettivo di Folgiero, per avere più mercato e far emergere il valore inespresso di Fincantieri.
Essere riconosciuti come un gruppo della Difesa può fare la differenza, di questi tempi, anche in borsa.
Solo Leonardo nei due anni di guerra tra Russia e Ucraina ha guadagnato a Piazza Affari il 130%.
Le esigenze di difesa sono cresciute, la corsa agli armamenti è cominciata, i colossi di Stato sono in prima linea e i mercati ne traggono profitto, mentre Fincantieri ha lasciato sul terreno il 13,5% dall’arrivo di Folgiero e oggi, a 49 centesimi per azione, e capitalizza appena 826 milioni di euro.
Una spinta potrebbe arrivare dai conti dell’anno, che potrebbero rivelare sorprese positive anche rispetto ai target aziendali di 7,6 miliardi di euro di ricavi e del 5% di ebitda.
In attesa che arrivi l’utile netto, ad oggi previsto dal 2025.








