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Federico Visentin (presidente Federmeccanica): «La transizione energetica mette a rischio 70 mila posti di lavoro»

La transizione energetica potrà avere ricadute negative sul settore auto, che dovrà affrontare una significativa riconversione. ‘Stiamo parlando di circa 70.000 posti di lavoro che rischiano di saltare con i progetti di transizione all’elettrico, tagliando fuori una fetta di competenze, capacità e investimenti che caratterizzano il nostro Paese, anche sul fronte della componentistica’. Lo ha detto il presidente di Federmeccanica, Federico Visentin, durante la tavola rotonda che si tiene nell’ambito dell’assemblea dei delegati Fiom, in corso a Torino.

‘Il settore rischia di essere sconvolto, il tema non si può semplificare e non si risolve a botte di incentivi’, che comunque sono utili per sostenere le vendite, soprattutto nel breve termine, ha detto Visentin, spiegando che ‘abbiamo davanti un tema vero di riconversione, che va affrontato per tempo’.

Per questo motivo, accanto a interventi emergenziali, ‘bisogna pensare anche a interventi strutturali e dobbiamo avere il coraggio di fare un cambio strutturale’, sollecitando un cambiamento e   mirando sulle iniziative che possono avere maggiore successo.

Per fare questo e per portare avanti iniziative che siano anche in grado di attirare investimenti, anche capitalizzando sui fondi del Pnrr in arrivo, occorre unità: ‘Se siamo uniti siamo più forti’, ha detto il numero uno di Federmeccanica, sottolineando che ‘i fondi del Pnrr consentiranno anche di avere un ritorno sull’investimento e proprio per questo mettere denari su investimenti che abbiano un ritorno diventa cruciale’.  

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