“E’ importante, soprattutto oggi, portare il tema del prodotto italiano, guardando dal punto di vista del necessario rilancio economico, riuscire a tutelare meglio il prodotto italiano all’estero, credo sia uno degli obiettivi del nostro paese. Sicuramente non è una missione facile, cercare il fake food, soprattutto fuori dai nostri confini, un anno fa abbiamo sottoscritto con Coldiretti un protocollo d’intesa che ci proietta in una nuova dimensione dei controlli nell’attività della ristorazione del mondo”. Lo ha detto Fabrizio Capaccioli, Managing Director ASACERT e Vicepresidente GBC Italia, intervenendo alla web conference “#NoFakeFood. Stop agropirateria: difesa del made in Italy e del patrimonio agroalimentare da contraffazioni e Italian sounding”, promossa in collaborazione conASACERT – Assessment & Certification,Coldiretticon il patrocinio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopolie con la partnership diParmigiano ReggianoeCampagna Amica.
“Il nostro progetto ha subito una battuta di arresto, legata alla pandemia, ma in questo periodo non stiamo aspettando che passi l’effetto del Covid, stiamo lavorando alla creazione e allo sviluppo di una tecnologia che ci consenta di rendere più efficace l’attività di monitoraggio: ad oggi 60 ristoranti nel mondo sono stati certificati, certificati per ristoranti che usano prodotti italiani” ha aggiunto “la nostra tecnologia prevede un sistema che ci consentirà di definire il ristorante certificato e dall’altra ci saranno i produttori rilevati con gli specifici prodotti all’interno di quel ristorante. Noi vogliamo essere le sentinelle in giro per il mondo su quello che accade, noi tracciamo perché crediamo che il prodotto italiano debba essere tutelato”.








