“Il quadro macroeconomico delineato nel Documento programmatico di bilancio rimane condivisibile, anche su orizzonti più lunghi. Questo scenario è condizionato da due rischi verso il basso non trascurabili. Da un lato, i vincoli all’offerta globale potrebbero avere effetti significativi se le tensioni degli ultimi mesi persistessero più a lungo di quanto ora ci si attende. Dall’altro, ci sono preoccupazioni per la recrudescenza dell’epidemia che potrebbe influenzare i comportamenti dei consumatori e che sta portando molti paesi europei ad adottare misure di contenimento più restrittive”.
Così il capo del Servizio Struttura economica della Banca d’Italia, Fabrizio Balassone,in audizione presso le commissioni riunite di Senato e Camera per l’esame della manovra economica per il triennio 2022-2024. “In un quadro ancora molto incerto, dati i vincoli derivanti da un elevato debito pubblico, la politica di bilancio ha il compito difficile di trovare un punto di equilibrio fra la necessità di sostenere i redditi e la domanda nella fase di remissione della crisi pandemica e quella di porre le condizioni affinché la ripresa si consolidi e l’economia si avvii stabilmente su un sentiero di crescita sostenuta”, ha aggiunto.
Secondo Balassone “la manovra affianca ad alcuni provvedimenti volti a gestire l’uscita dalla fase di emergenza interventi con un impatto più strutturale, in grado di produrre effetti sia di domanda sia di offerta. Nel disegno delle misure per la riduzione della pressione fiscale andranno individuate le soluzioni adatte a incentivare lavoro e investimenti; nell’attuazione degli interventi in materia di ammortizzatori sociali andranno presi gli accorgimenti necessari per facilitare e rendere meno costoso socialmente lo spostamento di risorse e persone tra settori e imprese.
Serviranno strumenti di sostegno al reddito pienamente in grado di tutelare i soggetti più vulnerabili, contrastando l’esclusione sociale e la povertà. Mentre si definisce la manovra di bilancio e si avvia l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza – ha osservato -, vanno anche individuate le aree di intervento che consentiranno di definire un percorso credibile di riduzione dell’incidenza del debito sul Pil, che proceda a passo sostenuto anche oltre questo triennio di programmazione”.
“Ciò può permettere di ancorare le aspettative di famiglie, imprese e investitori allontanando definitivamente il rischio di forti tensioni finanziarie come quelle che hanno colpito la nostra economia nell’ultimo decennio. In questa prospettiva le misure in materia di pensioni sono giustamente improntate alla prudenza. Cautela andrà usata anche nel dare attuazione al disegno di legge delega per la riforma fiscale, individuando le coperture adeguate per gli interventi che verranno definiti. Come osservato dalla Banca d’Italia nell’audizione sulla Nadef, sarebbe opportuno che eventuali margini di manovra derivanti da un andamento dei conti pubblici migliore delle attese venissero utilizzati per accelerare il processo di riduzione del debito. Questa prudenza – ha concluso – potrà consentire di sfruttare appieno le potenzialità di sviluppo derivanti da una completa ed efficace realizzazione degli interventi previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e delle riforme che lo accompagnano”.








