Brutte notizie dall’Emilia-Romagna sul fronte economico.
Nel 2024 si registra una flessione dell’export (-1%).
Solo altre tre volte, negli ultimi 35 anni, le esportazioni regionali avevano registrato una variazione negativa: accadde tra 2002 e 2003 in coincidenza con l’entrata in circolazione dell’euro, nel 2009 sull’onda della crisi dei subprime e nel 2020, a causa della pandemia.
È quanto emerge dal rapporto sull’economia regionale 2024, realizzato in collaborazione tra Regione e Unioncamere, presentato oggi a Bologna, con numeri elaborati dall’ufficio studi dell’associazione camerale, esposti dal vicesegretario Guido Caselli, e dai dati tratti dagli ‘Scenari per le economie locali‘ di Prometeia dello scorso ottobre.
La flessione di quest’anno è da attribuire principalmente all’incertezza dello scenario internazionale e al riposizionamento globale delle filiere dell’industria pesante, in primis quella dell’automotive: se infatti prosegue la crescita della vendita all’estero degli autoveicoli prodotti in regione, sono le imprese subfornitrici (accessori, parti per autoveicoli e loro motori) a subire “una forte contrazione della domanda” estera.
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