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Export, corre il Lazio (+14%) spinta ai conti delle imprese | L’analisi

“I dazi americani e la scarsa propensione ai consumi non frenano l’export del Lazio, sempre più una locomotiva per la bilancia commerciale italiana.

L’ufficio studi della Bnl-Bnp – i dati sono stati presentati ieri mattina al lancio del terzo Road show “Shaping Tomorrow” – ha stimato che nei primi nove mesi del 2025 le vendite all’estero della regione sono cresciute del 14% su base annua, contro un +3,5% nazionale registrato nello stesso periodo. Quindi quattro volte in più, rafforzando i fatturati delle imprese.

Guardando ai settori, regina dell’export è stata la farmaceutica, che non soltanto rappresenta la metà delle vendite fuori dai nostri confini, ma ha anche registrato un aumento +23,6%, inferiore però al +35% che si è avuto a livello nazionale.

Nonostante la crisi dell’automotive che molto ha colpito l’area del polo di Cassino, corre (+23%) l’export anche alla voce “mezzi di trasporto”, che rappresenta il 7,5% di quanto venduto all’estero dalle aziende della Regione”

Inizia così l’analisi di Francesco Pacifico sul Messaggero.

“Performance positive anche per i metalli di base (+15,8%) e per l’agroalimentare (+3,9%). Numeri importanti poi dall’aerospazio-difesa e dall’Ict. Come l’auto, in controtendenza, comparti quali macchinari, apparecchi elettrici e prodotti delle altre attività manifatturiere.

Resilienza

Il sistema Lazio, poi, ha mostrato grande resilienza verso le barriere commerciali volute dall’amministrazione Trump. Sempre nei primi nove mesi del 2025, le esportazioni della regione verso gli Stati Uniti (primo mercato del territorio) hanno riguardato un quinto della produzione totale. Il doppio rispetto al dato italiano.

Guardando agli altri Paesi di sbocco, vendite in crescita Belgio (+14,4%), Germania (+9,8%), Francia (+26,5%) e Spagna (+28,3%). Negativo il bilancio verso la Cina (-21,9%), che però copre meno dell’1% dell’export totale del Lazio.

Questo trend è visibile in tutta l’economia del Lazio, che per 83,5% della sua composizione è legata ai servizi e per il 10,3% all’industria.

Stando alle ultime stime di Banca d’Italia, il suo Pil è salito nel primo semestre 2025 dello 0,7% a livello tendenziale. La crescita (+0,3%) a livello nazionale nel quarto trimestre dello scorso anno, migliore del previsto, fa ben sperare in un’onda lunga sia per la regione sia il sistema Paese anche nell’anno in corso.

Più in generale se si somma il prodotto interno lordo del Lazio (247 miliardi) a quello di territori come Abruzzo, Molise e Sardegna, nascerebbe un soggetto dal valore di 340 miliardi, in Europa al 13° posto per ricchezza, cioè un gradino dopo la Romania.

Al riguardo l’ad di Bnl-Bnp, Elena Goitini, spiega che la crescita dell’economia italiana “stenta a diventare solida”, malgrado il Paese viva una fase di “rinascimento finanziario che trova nella stabilità politica e nella gestione prudente del bilancio elementi fondamentali”.

Secondo il leader di Confindustria, Emanuele Orsini, resta prioritaria la battaglia contro “una burocrazia che ci costa 8 miliardi di euro”. Non a caso consiglia di estendere il modello della Zes unica del Sud a tutto il Paese.

Simona Costagli, chief economist di Bnl-Bnp, ha sottolineato che rispetto ai dazi “stiamo soffrendo molto meno rispetto a quanto era stato previsto”.

Più in generale, per quanto riguarda il sistema Paese, segnala i rischi che come le altre economie del Paese potrebbe correre per la sovraproduzione cinese e sottolinea che con i conti in ordine l’alto stock di risparmio, se non reinvestito, potrebbe trasformarsi in “una stagnazione ricca” chiosa Pacifico.

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