Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Europa: doppia sfida tra pressione russa e crisi delle liberaldemocrazie | L’analisi di Michele Marchi

Sul Messaggero, Michele Marchi sostiene che l’Europa debba affrontare contemporaneamente due sfide esistenziali: la pressione esterna esercitata dalla Russia e la crisi interna delle proprie liberaldemocrazie.

Marchi interpreta gli attacchi con droni e i sabotaggi contro infrastrutture europee come elementi di una strategia che Putin persegue da quasi vent’anni, combinando guerra convenzionale, azioni ibride, disinformazione e sostegno alle forze politiche ostili all’ordine liberaldemocratico.

L’Europa appare però incapace di reagire, sia per l’indebolimento del legame euroatlantico determinato dalla presidenza Trump, sia per la crescente stanchezza e frammentazione delle proprie società.

Marchi individua nel voto svedese una manifestazione della seconda crisi.

Il contenimento della destra radicale e il primo posto dei socialdemocratici non devono nascondere la debolezza dei partiti tradizionali e la difficoltà di costruire maggioranze stabili.

La destra radicale, pur arretrando, è riuscita a imporre temi come la restrizione dell’immigrazione, mentre i socialdemocratici hanno ottenuto il loro peggior risultato dal 1911.

Marchi ritiene che dietro questa frammentazione vi sia la crisi del modello sociale europeo, sottoposto alle tensioni prodotte dall’immigrazione, dall’invecchiamento demografico, dalla sostenibilità delle pensioni e dalla perdita di potere d’acquisto della classe media.

Problemi analoghi alimentano l’instabilità politica in Francia, Spagna e Gran Bretagna.

Marchi conclude che queste debolezze rendono l’Europa particolarmente vulnerabile nel nuovo disordine globale dominato dalla competizione tra Stati Uniti e Cina e dalla pressione esercitata dalla Russia.

Putin può sfruttare le divisioni europee e le difficoltà economiche per ricostruire rapporti di dipendenza, anche energetica, con Mosca.

L’ipotesi di una cooperazione tra l’Europa e potenze medie come Canada, Giappone e Australia potrebbe offrire una risposta, ma Marchi la considera destinata a fallire senza classi dirigenti capaci di orientare le società.

La doppia sfida, esterna e interna, richiede quindi innanzitutto di contrastare il populismo, condizione necessaria sia per fronteggiare l’autocrazia russa sia per rivitalizzare le liberaldemocrazie europee.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.