Un Protocollo d’Intesa per un impegno comune a cooperare per promuovere e realizzare un fondo contro il rischio pandemico. Lo hanno siglato Eurochambres, l’organizzazione europea delle Camere di Commercio e Industria, e Generali. L’intesa, si legge in una nota, punta a coinvolgere nel progetto le istituzioni europee, gli Stati membri dell’Unione e i soggetti più rilevanti in Europa, al fine di creare forme di partenariato pubblico-privato e meccanismi di protezione da rischi futuri.
L’iniziativa per un possibile Fondo anti-pandemia fa seguito al contributo di Generali alla gestione dell’emergenza Covid-19 attraverso il Fondo Straordinario Internazionale di 100 milioni e al Recovery Plan for Europe, lanciato dall’Unione Europea alla fine di maggio 2020. La creazione del Fondo anti-pandemia è stata anche oggetto nelle scorse settimane di una audio conferenza tra il Group ceo di Generali Philippe Donnet e il vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis.
Al centro del confronto l’a valutazione di soluzioni armonizzate a livello europeo per far fronte agli effetti negativi del Covid-19 e riflettere sul contributo che può apportare il settore assicurativo al superamento della crisi, con particolare riferimento al fondo anti-pandemia per le emergenze. Secondo Donnet, il Recovery Fund rappresenta un forte segnale politico di volontà dell’Unione Europea di sostenere i propri cittadini in tempi di crisi e Generali è pronta a sostenere questo impegno, sostenendo in ambito europeo la risposta al Covid-19 inaugurata con il Fondo Straordinario Internazionale fino a 100 milioni do euro lanciato a marzo. L’impegno del gruppo si estende anche allo sforzo di allineamento della ripresa economica con la transizione verso uno sviluppo sostenibile: è per questo che Generali ha aderito all’Alleanza europea per il Green Recovery, ha destinato circa 1 miliardo di euro per investimenti nella sostenibilità ed è stato il primo assicuratore europeo a emettere un green bond.
Eurochambres, partnere dell’intesa, rappresenta oltre 20 milioni di imprese – di cui oltre il 93% piccole e medie (Pmi) – operanti in 43 paesi europei.








