Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Ericsson sarà il futuro leader del 5G, ma per ora, secondo trimestre in rosso

Il colosso delle telecomunicazioni ha rafforzato la propria quota di  mercato in Cina aggiudicandosi contratti sulla rete 5G con i tre operatori principali del Paese, che dovrebbero generare vantaggi di scala e rafforzare il posizionamento dell’azienda nel mercato globale della rete  5G.  In una nota dell’azienda si legge: “Nel complesso, le attività di Ericsson in Cina dovrebbero mostrare una  redditività per tutta la durata dei contratti”.

In ogni caso Ericsson ha previsto di “chiudere il secondo trimestre con una performance negativa, mentre aveva precedentemente informato dell’intenzione di aumentare  la propria quota di mercato attraverso l’acquisizione di una quota crescente di contratti strategici, che danneggiano il profitto nel breve  termine, ma che dovrebbero aumentare i margini a lungo termine. Questi  accordi, secondo le stime di Ericsson, peseranno negativamente sulla sua  redditività nel secondo trimestre, trainati principalmente da un margine  lordo negativo temporaneo in Cina.  

Nella nota di Ericsson si legge anche che la “performance del secondo trimestre sarà penalizzata anche da oneri di circa 1 miliardo di corone svedesi legati a  svalutazioni dell’inventario dei prodotti per il mercato cinese, che  avranno un impatto sul margine lordo. Sebbene il lancio del 5G in Cina continuerà a essere diluitivo sul  margine lordo a breve termine, dovrebbe contribuire positivamente al  profitto operativo a partire dal secondo semestre del 2020 ed essere in  linea con il piano aziendale di redditività sul lungo termine”.

In base alla visibilità attuale, Ericsson ha confermato i target  finanziari previsti per il 2020 e per il 2022.    In base agli obiettivi, l’azienda si aspetta un fatturato tra 230 e 240  miliardi di corone svedesi nel 2020, con un margine operativo che esclude  gli oneri di ristrutturazione di oltre il 10% delle vendite. I margini del  2022 sono attesi tra il 12% e il 14%, fatti salvi i costi di  ristrutturazione.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.