Il sottosegretario agli Affari Europei Enzo Amendola (Pd), intervistato da Monica Guerzoni sul Corriere della Sera, dice che è necessario cambiare le regole per spendere subito i soldi del Recovery Fund. E spiega che l’Italia non è in ritardo con il piano.
«Nessun Paese ha presentato ancora il Recovery, il che smentisce la campagna che andava avanti da settembre, per cui l’Italia sarebbe in ritardo. Il mio assillo in queste ore, in cui il Mef con Palazzo Chigi sta completando il Piano nazionale di ripresa e resilienza, è il dopo. Quando avremo inviato a Bruxelles il Pnrr dovremo essere veloci nello spendere, solo così la progettualità sarà forte».
«L’Italia come capacità di spendere i fondi europei è nella parte bassa della classifica – prosegue -. Vista la natura della crisi, i sostegni, lo scostamento e il Recovery devono essere risorse assorbite nel più breve tempo possibile, con procedure che facciano saltare i burocratismi e gli impacci».
Non sarebbe ora di correre anche sui vaccini? «Siamo riusciti a cambiare le regole europee dell’export rendendole meno ingenue e ora sosteniamo l’aumento della produzione, che è decisivo. Il commissario Breton e il ministro Giorgetti stanno trovando anche in Italia le fabbriche che aumenteranno la produzione e Von der Leyen ha annunciato l’anticipo di 50 milioni dosi Pfizer».
Sul turismo l’Italia è destinata a essere scavalcata dagli altri Paesi europei? «No, oggi vedrò il mio omologo greco e parleremo del certificato verde digitale per una ripresa consistente del turismo. La nostra linea è massimo coordinamento, per evitare concorrenze sleali».
Goffredo Bettini che fonda un’area del Pd e la chiama “Le Agorà”, come le “agorà democratiche” di Enrico Letta, è concorrenza sleale? «Ha ragione Letta a vedere un riflesso autoreferenziale nelle correnti di oggi, che nel Pd sono sempre esistite. Ma Bettini ha detto che la sua non è una corrente e mi auguro che tutti daremo una mano al grande lavoro del segretario».








