Occorre «dimezzare» il tempo di realizzazione delle opere pubbliche per l’attuazione del Recovery. Lo afferma il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini in un’intervista al Corriere della Sera.
«Ci sono diverse forme con cui questi fondi verranno spesi. E non per tutto occorreranno modifiche normative. Una parte dei fondi, penso al trasporto pubblico locale, sarà gestita attraverso bandi e non con appalti. Poi ovviamente c’è tutta una serie di opere, per esempio di Anas e Ferrovie dello Stato, i cui i piani di fattibilità sono già pronti. Per altre ancora c’è indubbiamente un’esigenza forte di accelerazione, con un dimezzamento dei tempi complessivi, e quindi non dobbiamo solo semplificare ma reingegnerizzare le procedure».
Giovannini, insieme ad Anac, Corte dei conti, Consiglio di Stato e Funzione pubblica, sta vagliando le migliori proposte per semplificare la normativa sugli appalti e reingegnerizzare la procedura di messa a terra di un’opera pubblica.
«Per ogni investimento in opere pubbliche – spiega – ci sono tre fasi principali: la prima riguarda la progettazione, articolata in diversi passaggi, ma questo ha poco a che vedere con gli appalti ma con la qualità di chi fa i progetti, e la qualità dipende dal capitale umano nelle stazioni appaltanti, cioè dalla disponibilità nei Comuni e nelle Regioni di ingegneri, architetti, economisti, informatici. E qui abbiamo un problema drammatico e il ministro Brunetta sta lavorando per accelerare l’assunzione di migliaia di nuove risorse umane».
Quanto ai tempi lunghissimi delle autorizzazioni, dice il ministro, «opteremo per dei cambiamenti radicali. Realizzando alcune fasi all’inizio di queste opere, ad esempio il dibattito pubblico, in tempi brevi e certi per dare indicazioni chiare da usare in fase di progettazione esecutiva. Ma sono allo studio anche cambiamenti sulle regole dei pareri delle Via (valutazione di impatto ambientale), delle Sovrintendenze, del Consiglio superiore dei Lavori pubblici».
«La commissione che ho insediato – aggiunge – ha quasi terminato i lavori. A breve arriveranno una serie di raccomandazioni su come modificare le norme. L’obiettivo è realizzare un’opera bene e il più rapidamente possibile, nel rispetto della concorrenza. Ci sarà la possibilità di ricorrere a corsie preferenziali per le diverse fasi. Inoltre, il ministro Franceschini pensa a una Sovrintendenza dei beni culturali a livello nazionale e il ministro Cingolani a rivedere il processo per la Via. Di più non posso anticipare».








