Intervistato da Roberto Mania di Repubblica, il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, spiega come il governo accelererà la realizzazione delle opere pubbliche che potranno beneficiare anche delle risorse europee del Next Generation Eu.
Ministro, il Parlamento ha dato il via libera al commissariamento di 58 opere già finanziate per circa 40 miliardi, per un valore complessivo di 66 miliardi. Quando partiranno i lavori? «In tempi brevi perché il Parlamento ha accettato la lista delle opere e dei commissari che avevamo presentato. Si tratta di alte professionalità, già pronte a iniziare a lavorare. La velocità di esecuzione dovrebbe essere elevata. Entro aprile sarà poi pronto un secondo decreto per sbloccare altre opere da approvare entro giugno».
Quante e quali? «E’ partita la ricognizione delle stazioni appaltanti. Ci vorranno alcune settimane. Entro aprile, ripeto, ci sarà una nuova lista di opere».
Entro aprile per intercettare le risorse del Next Generation Eu? «C’è un incrocio tra queste opere pubbliche, comprese alcune delle 58 già sbloccate, con i fondi europei. Il Pnrr prevede che diverse opere possano essere finanziate con le risorse europee. Purché rispettino i vincoli previsti dalle regole di Bruxelles: servono progetti molto dettagliati e sostanziosi. E che abbiano un impatto positivo sull’economia, in un’ottica di sviluppo sostenibile. Il tutto entro il 2026 deve essere messo in esercizio».
Cosa vuole dire? «Prendiamo la Salerno-Reggio Calabria in alta velocità: vuol dire che entro il 2026 la tratta ferroviaria non necessariamente dovrà essere completata ma ci dovranno già essere lotti “funzionali” in esercizio dei quali i cittadini potranno beneficiare. Solo così arriveranno i soldi europei».
Il governo pensa di ricorrere sempre ai commissari per velocizzare la realizzazione delle opere? «Solo quando sarà necessario, di certo se le opere si incaglieranno. Ma quella dei commissari non può essere l’unica soluzione».








