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Ennio Fontana (dg Roberto Cavalli): «Menswear deve arrivare a 60-70 milioni entro tre anni»

«L’uomo deve arrivare a 60-70 milioni entro tre anni». È questo l’obbiettivo che si è prefissato Ennio Fontana, general manager da appena un anno di Roberto Cavalli, dove è approdato dopo aver lavorato una vita accanto a Philipp Plein e aver svolto un’esperienza in Tod’s. Il dg della maison di moda è stato intervistato da Tommaso Palazzi per MF Fashion.

Ai 20 negozi in location importanti nel mondo ha da poco aggiunto Forte village e Miami. Mentre Milano, con una superficie di 1.200 metri, vedrà la nascita del nuovo store concept. «Sul real estate e la ristorazione possiamo fare grandi cose, grazie al nostro proprietario Damac, che a Dubai sta lavorando a progetti d’impatto».

Che ruolo avrà l’uomo nella nuova Cavalli?

«L’uomo è una fetta di mercato importantissima, soprattutto in mercati emergenti come quello asiatico, ma anche in quello europeo. A oggi, questa fetta di mercato se la mangiavano Just Cavalli, Cavalli sport, Cavalli jeans, tutte quelle licenze che abbiamo deciso di chiudere e che approfittavano del brand Cavalli, come nome, ma facendo un prodotto distante da quella che era la reale richiesta del mercato».

L’uomo ora era al 10% delle vendite, secondo lei dovrà arrivare al 50%? A che numeri pensate?

«Le percentuali vogliono dire poco. Dall’uomo vorrei arrivassero entro tre anni 50, 60, 70 milioni di business. Ora, che poi rappresenti il 10% o il 50% mi cambierebbe poco. L’uomo e la donna sono due business differenti, sono proprio due animali differenti. Quando si parla di uomo e donna la percentuale da un po’ la foto di un brand quando è established. Se si deve sviluppare invece è difficile da dire».

Cosa è cambiato nella distribuzione?

«La campagna vendite conclusa è stata quella dell’invernale, che è andata molto bene. Abbiamo raddoppiato sui numeri wholesale degli anni passati. Tutti aspettavano la rinascita di Cavalli, anche per l’uomo. La Rinascente, per esempio, aveva la donna e adesso ha anche un corner uomo, come del resto tanti altri clienti wholesale importanti. Questa collezione con Mike Tyson è una svolta».

In quali Paesi concentrerete le aperture?

«Gli Usa sono un mercato su cui puntiamo. Nel frattempo abbiamo aperto in faubourg St. Honoré a Parigi, al Forte village in Sardegna di fianco a Louis Vuitton e abbiamo firmato per Miami Bal Harbour, dove apriremo a dicembre, stanno già facendo i lavori. Appena il Covid lo permetterà vorremmo aprire altri cinque monobrand diretti, tra cui a Beverly Hills e Las Vegas».

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