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Energia: Maggior Tutela a 269 euro/MWh, +37,3%; prezzo fisso come difesa per i clienti fragili | La posizione di Elettricità Futura

Con l’aggiornamento comunicato da Arera, il prezzo della componente energia per i prossimi tre mesi per la Maggior Tutela sale intorno ai 269 euro/MWh, con un aumento del 37,3% rispetto al trimestre precedente.

Un rincaro circoscritto ai cosiddetti “vulnerabili” – circa 3 milioni di utenti domestici, pari al 10% del totale – ma che è sintomo di un procedimento che, in un momento di crisi, si dimostra non più ottimale.

Sul mercato libero gli operatori, grazie a contratti a lungo termine, riescono a offrire risparmi anche del 50% rispetto alle attuali tariffe indicizzate.

L’Acquirente Unico invece, operando secondo le regole fissate da Arera, resta molto legato all’andamento del prezzo all’ingrosso.

Il risultato è che oggi i clienti più fragili pagano la componente energia più di chi ha scelto i contratti a prezzo fisso del mercato libero.

Chi li ha sottoscritti in precedenza continua a pagare i prezzi pre-Hormuz, ma anche oggi si trovano offerte a 24 mesi con la componente energia a 108 euro/MWh, circa il 60% in meno rispetto ai 269 euro cui è stato fissato il prezzo della componente energia della Maggior Tutela.

A riprova che il sistema pubblico si dimostra lento e meno capace di difendere i consumatori.

“I numeri non lasciano spazio a interpretazioni: oggi l’unico modo per tutelare davvero i clienti è il contratto a prezzo fisso”, dice in una nota Salvatore Pinto, presidente di Elettricità Futura.

“I prezzi fissi praticati dal mercato libero non sono una misura emergenziale che dura qualche settimana, ma proteggono le famiglie per anni e sono già stati scelti dalla maggior parte degli utenti del mercato libero, che per questo non hanno subito i contraccolpi delle crisi geopolitiche.

Il mercato libero funziona e va difeso”, aggiunge.

Le imprese elettriche, sottolinea Pinto, “stanno già facendo la loro parte.

Offrire prezzi fissi significa comprimere i margini per proteggere i clienti.

Senza contare che il nostro settore ha già dato con il decreto Bollette: due punti in più di Irap e l’anticipo degli oneri di sistema, con un impatto da miliardi di euro sui conti delle aziende.

Non solo: alcuni operatori hanno corrisposto due mesi di componente energia gratis agli utenti più deboli con Isee inferiore ai 25 mila euro”.

Quello elettrico, conclude Pinto, è “il primo settore industriale del Paese per investimenti: con l’indotto valiamo il 4,4% del Pil e impieghiamo quasi 600 mila persone.

Siamo pronti a investire fino a 200 miliardi in più nei prossimi dieci anni, per portare risparmi in bolletta fino a 20 miliardi l’anno a regime.

Siamo strategici e una grande risorsa per l’Italia”.

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