“L’ultima cosa da fare è che l’intelligenza artificiale regolamenti sé stessa”.
Le regole spettano alle persone e anche davanti all’avanzamento della tecnologia “c’è bisogno che il pensiero rimanga in mano agli esseri umani”.
Lo afferma Angelo Maria Petroni, presidente dell’Osservatorio sull’intelligenza artificiale di UniEticPMI, a margine dell’evento di lancio dell’organismo, ieri a Milano.
Sotto il titolo “L’Impresa nell’Era dell’AI. Imprese, istituzioni ed esperti per un’innovazione responsabile” si sono confrontati vari esperti sulle trasformazioni che l’intelligenza artificiale sta producendo nelle imprese, nel lavoro e nei modelli organizzativi.
L’Osservatorio nasce infatti come spazio permanente di ricerca applicata e confronto sui processi di adozione dell’AI, con particolare attenzione alle esigenze del sistema produttivo e delle PMI.
Andrea Cafà, Presidente del Consorzio UniEticPMI e Presidente di FonARCom, ha ammonito sul fatto che “molte micro, piccole e medie imprese rischiano di restare tagliate fuori” dalle opportunità dell’intelligenza artificiale “e non possiamo permettercelo”, rappresentando le Pmi oltre il 98,5% del tessuto produttivo, che dà occupazione a più della metà dei lavoratori del settore privato.
L’evento ha affrontato l’intelligenza artificiale da prospettive diverse ma strettamente connesse, con una sessione dedicata a regole, lavoro, impresa e centralità della persona, con approfondimenti sulla compliance, sull’adozione responsabile dell’AI in azienda, sulla tutela della dignità della persona e del lavoratore e sulla governance delle tecnologie.
Successivamente si è discusso dei processi di trasformazione delle imprese, infrastrutture digitali, comunicazione e finanza, mettendo al centro le condizioni necessarie per integrare l’intelligenza artificiale nei sistemi produttivi in modo consapevole e sostenibile.








