“Quando il PNRR è stato pensato eravamo in una fase molto diversa dall’attuale: si era usciti da una pandemia, ma non si era ancora profilata né l’invasione della Russia in Ucraina né tutto quello che è successo poi in Medio Oriente.
Abbiamo avuto quindi la necessità di rimodellare il Piano.
Lo ha fatto il governo Meloni, nonostante le proteste dell’opposizione che per molti mesi ha continuato a sostenere che noi avremmo bucato tutti gli obiettivi del PNRR.
In realtà noi gli obiettivi li abbiamo raggiunti tutti, rata per rata.
Devo dire che non ci è stato regalato nulla dall’Europa, perché l’Europa misura ovviamente il raggiungimento di target e riforme”.
Lo ha detto il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti, ospite di Tg2Post, citando alcune delle riforme realizzate:
“Sento parlare molto delle rinnovabili, ma senza il Testo unico delle rinnovabili probabilmente non avremo solo 1.400 domande che devono essere ancora evase, ma ne avremo probabilmente 3.000.
Abbiamo accorciato in modo sensibile quelli che sono i pagamenti della Pubblica amministrazione: eravamo su una media di 200 giorni, oggi mediamente siamo a una media di 24-25 giorni nelle Regioni che sono più ritardatarie.
La riforma del Codice degli appalti è un altro elemento significativo”.
“Poi potrei citare una serie di dati importanti.
Faccio presente – spiega Foti – che abbiamo certificato la conclusione di 1.270 Case di comunità, di 327 nuovi ospedali di comunità, 3.000 e più macchinari che sono stati messi negli ospedali per la diagnostica e il Fascicolo sanitario digitale.
Queste riforme vanno in favore del rafforzamento della medicina territoriale, che poi era il grande vulnus che abbiamo registrato al tempo del Covid.
Mi lasci anche dire che l’obiettivo di 6.040 posti letto di terapia intensiva e subintensiva che sono stati realizzati rappresenta una risposta a quello che fu la grande emergenza Covid, perché voi ricorderete che il vero problema è che mancavano quei posti letto”, conclude Foti.








