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[L’intervista] Edoardo Vernazza (Coordinatore Nazionale Gruppo Economia Circolare ANCE Giovani): «Il costruire sostenibile ha un costo che va pagato. Il rincaro dei prezzi può bloccare la ripartenza»

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Edoardo Vernazza, Presidente della San Colombano Costruzioni e Coordinatore Nazionale Gruppo Economia Circolare ANCE Giovani, ha rilasciato in esclusiva alla nostra redazione alcune dichiarazioni sul problema del rincaro delle materie prima e sull’economia circolare. Ecco l’intervista integrale.

Vorremo partire da ciò che ci sta maggiormente a cuore: la ripartenza dell’Italia. Nello specifico del settore in cui lei opera, quali sono le leve su cui secondo lei bisogna agire nel concreto per far riparte davvero in Italia il mondo delle costruzioni?

La ripresa dell’Italia e la ripresa del settore delle costruzioni possono considerarsi processi simbiotici e in quanto tali solo insieme possono ripartire. Il settore delle costruzioni, specialmente nel nostro paese, ha il merito di creare occupazione: non ci sono macchine o computer in grado di sostituire in toto il lavoro di un manovale o il tecnico esperto. Creare occupazione significa fornire un reddito e proprio questo reddito è in grado di donare nuova linfa al sistema Paese. D’altro canto però spetta al Paese creare i presupposti per la ripresa delle costruzioni; la soluzione non consiste nell’inizione di liquidità o nel prolungamento di bonus, ma in tempi certi per permessi e pagamenti e nella progressiva e celere “sburocratizzazione” del settore. 

Un’ulteriore leva per la progressiva ripartenza del paese è costituita dalla formazione dei giovani. Per far fronte alla mancanza di manodopera specializzata segnalata da diverse parti interessate del settore, servono percorsi formativi ad hoc, quali ad esempio gli ITS, capaci di fondere le esigenze del mercato con quelle del mondo dell’istruzione.

Particolare importanza ha avuto nel suo percorso il tema dell’Economia Circolare. La San Colombano Costruzioni, di cui è presidente, è stata la prima Impresa in Europa ad aver ottenuto la certificazione Afnor XP X30-901 da Bureau Veritas che intreccia i 7 target di sviluppo dell’economia circolare con le 3 dimensioni classiche della sostenibilità (ambiente, economia, società). Quanto è importante oggi ragionare per le imprese delle costruzioni e per le imprese in generale in un’ottica di Economia circolare?

L’economia circolare è un esempio di opportunità fornita dal sistema Paese anche, e non solo, al settore delle costruzioni. San Colombano ha avuto il merito di coglierne in maniera pionieristica alcuni dei possibili benefici investendo tempi e risorse in un periodo di stop forzato dei cantieri. Per un’impresa di costruzioni ragionare in ottica circolare significa costruire consapevolmente. Il costruito di oggi potrà costituire una grande risorsa per le generazioni future oppure trasformarsi in qualche tonnellata di rifiuti potenzialmente pericolosi e di difficile riutilizzo per i nostri figli e nipoti.

Uno dei problemi che mette in pericolo la reale attuazione della sostenibilità è quello dei costi. Tutto ciò che si fa in un’ottica sostenibile ha un prezzo che prima o poi dovrà essere sostenuto. Come pensa si possa risolvere questo problema?

Costruire sostenibile, ovvero costruire oggi il mondo da lasciare alle generazioni di domani, ha un prezzo. Per fare un esempio, un tetto in legno certificato FSC ha un prezzo maggiore di un tetto in legno frutto di una deforestazione incontrollata. La vera sfida per un imprenditore è dimostrare ai propri clienti che il maggior costo sostenuto oggi è inferiore a quello che dovranno sostenere domani a fronte di un operato non sostenibile. L’imprenditore in grado di dimostrare il costo della non sostenibilità ha in mano la chiave di volta per una progressiva e globale transizione sostenibile.

Per essere credibili agli occhi dei clienti occorre però sfruttare le varie certificazioni di processo e prodotto disponibili: sono questi gli strumenti di garanzia, gli unici, in grado di tutelare il consumatore dal problema ben noto del greenwashing.

Il presidente Buia ha affermato che il Superbonus 110% è “la più potente misura di crescita e sviluppo sostenibile pensata in questa legislatura” e non va quindi fermato. Da poco è arrivata la conferma della proroga della misura da parte del Governo, nonostante le perplessità del ministro Franco alla sostenibilità economica di una tale azione. Cosa pensa al riguardo?

Penso che si debba prendere il buono di questo Superbonus, costituito dal progressivo efficientamento degli edifici con conseguenti consistenti benefici di carattere ambientale in termini di riduzione emissioni di CO2 e riduzione dei consumi. Di contro occorre affrontare il problema della sostenibilità economica della manovra: un’eccessiva domanda di personale e materie prime, in una congiuntura economica mondiale di difficoltà di approvvigionamento,  sta causando un incremento dei prezzi altamente aleatorio con il rischio di compromettere l’effettiva conclusione dei cantieri nei tempi previsti.

Rispetto al PNRR, sempre il presidente Buia ha dichiarato che i costruttori sono soci al 50% del PNRR, poiché il settore delle costruzioni è interessato da ben 108 miliardi di euro. Sente questa responsabilità?

Il settore delle costruzioni è un pilastro dell’economia del nostro Paese. Grazie alla lunga filiera del settore ogni euro investito in edilizia sviluppa circa 3.5 euro di indotto e questa manovra può rappresentare uno dei boost più importanti per l’economia italiana. La responsabilità che sentiamo è quella di allineare il PNRR alle logiche del new green deal con nuovi cantieri e infrastrutture più sostenibili cercando di sfruttare le migliori best practices sul mercato.

La responsabilità dei costruttori è comunque subordinata alla responsabilità delle stazioni appaltanti le quali sono chiamate a premiare all’interno dei bandi di gara quelle azioni e/o attività in ottica circolare e sostenibile per far sì che le imprese impegnate su questo fronte possano proseguire il loro percorso di sviluppo sostenibile. Come precedentemente detto, stiamo ancora cercando di superare la discriminante del prezzo per l’affidamento degli appalti, quando invece sarebbe opportuno prevedere premialità in termini di punteggio sulle effettive migliorie apportate in termini di economia circolare e sostenibilità.

La difficoltà legata ai rincari smisurati delle materie prime sta effettivamente rallentando il processo di ripartenza? Rischia di bloccarlo in modo significativo?

La risposta è si. La somma di diversi fattori quali bonus edilizia privata, PNRR, Covid, mercato cinese e in generale il  mercato delle materie prime mondiali ha creato un mix di instabilità. Questa instabilità ha contribuito allo sviluppo di una domanda estremamente maggiore dell’offerta. La paura è che il semplice riallineamento dei prezzi non riesca a riequilibrare il mercato e molti cantieri non riusciranno ad ottenere prodotti e servizi nei tempi richiesti all’esecuzione delle opere rischiando una progressiva paralisi del settore.

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