Lo strumento anticoercizione dell’Ue è stato pensato dalla Commissione europea – e proposto nel 2021 – per scoraggiare e contrastare le pressioni esercitate da Paesi terzi che cercano di influenzare le decisioni dell’Ue o dei suoi Stati membri attraverso misure economiche punitive.
Il caso eclatante è rappresentato dalle limitazioni commerciali che la Cina pose alla Lituania, a seguito dell’annuncio da parte di quest’ultima di voler intensificare le relazioni commerciali con Taiwan del giugno 2021.
Ma ora lo strumento – spesso definito dai media ‘il bazooka’ – torna sul tavolo come arma di difesa contro i dazi degli Stati Uniti.
Con “coercizione economica” si intende l’uso di minacce o restrizioni commerciali e sugli investimenti – come dazi, boicottaggi o controlli doganali – per costringere l’Ue o uno Stato membro a modificare una decisione politica o normativa.
Lo strumento prevede un approccio in due fasi.
In primo luogo, punta a dissuadere e risolvere la situazione attraverso il dialogo e la diplomazia, chiedendo formalmente al Paese terzo di cessare le misure coercitive.
Solo se questa via fallisce, l’Ue potrà adottare contromisure proporzionate, tra cui l’introduzione di restrizioni commerciali mirate o l’esclusione da appalti pubblici.
Concretamente, le misure di risposta anti-coercizione possono includere: dazi doganali o restrizioni all’import/export di merci provenienti dal Paese responsabile; limitazioni all’accesso agli appalti pubblici nell’Ue per operatori del Paese terzo; restrizioni agli investimenti esteri diretti, in particolare quelli di imprese controllate dallo Stato in questione; barriere alla fornitura di servizi o sospensione dell’autorizzazione a operare nel mercato europeo; azioni su brevetti e diritti di proprietà intellettuale, compresa la revoca di diritti o licenze; designazione di imprese o persone fisiche coinvolte, che possono essere oggetto di misure specifiche (divieti, restrizioni, obblighi).
Le misure sono selezionate secondo criteri di proporzionalità, tenendo conto del danno subito dall’Ue e mirando a minimizzare l’impatto su cittadini e imprese europee.
Sono previste anche procedure rapide per l’adozione di misure urgenti nei casi più gravi.








