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Ecco la nuova Super Fincantieri, investimenti raddoppiati e potenziamento dei cantieri italiani | L’analisi di Pierroberto Folgiero, AD di Fincantieri

“La cantieristica sta attraversando un macro-trend positivo, sia sul civile sia sul militare, testimoniato dal nostro backlog record che viaggia a oltre 60 miliardi di euro di valore e che al 2030 vedrà aggiungersi altri 50 miliardi di euro di commesse. Il nostro nuovo piano, dunque, realizzerà questo portafoglio ordini aumentando sia la capacità sia la produttività del sistema di 18 cantieri che abbiamo in giro per il mondo, consolidando la nostra leadership nella costruzione delle navi, con un FOCUS sull’innovazione nel digitale e sui sistemi propulsivi, addestrati da carburanti più puliti, dall’idrogeno e, in futuro, anche dal nucleare.”

È soddisfatto l’amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero, che ha appena lanciato il secondo piano industriale da quando a maggio 2022 ha esordito sulla detta di comando del gruppo controllato da Cdp Equity.

Il top manager ha riportato in utile la società, abbattendo il debito e creando il Polo Tecnologico della Subacquea.

“La nuova super Fincantieri passerà anche dall’essere un’azienda concentrata sulla costruzione di navi a un’azienda concentrata sul dominio marino, dalla superficie fino ai fondali, sviluppando così un altro pilastro del piano”, dice a MF-Milano Finanza.

Domanda. Può spiegare?

Risposta. “Questo piano consolida la nostra crescita nel business della subacquea convenzionale e non convenzionale, come ad esempio la sorveglianza dei fondali marini attraverso i droni, volta alla protezione delle infrastrutture strategiche e dei cavi posati sui fondali. Siamo attivi a livello sia di hardware che di software, come i sistemi di comando e controllo per droni. Inoltre stiamo lavorando su nuovi concept di navi di superficie che fungono da mothership sia per droni di superficie sia per droni subacquei. Questo nuovo polo di Fincantieri, come abbiamo detto in più occasioni, fornisce una marginalità già pari al 17-18%, un premio rispetto al nostro business tradizionale.”

Domanda. I primi due pilastri del nuovo pianoforte sono invece l’aumento di capacità e della produttività. Come impatterà sull’organizzazione degli stabilimenti italiani?

Risposta. “Abbiamo il polo del Nord-Ovest focalizzato sul militare, quello del Nord-Est (oltre a Sestri e Ancona) incentrato invece sulla crocieristica e infine i cantieri ibridi di Castellammare e Palermo. Aumenteremo gli investimenti per raddoppiare la capacità della difesa. Negli stabilimenti liguri inseriremo la terza linea produttiva e aumenteremo i turni lavorativi. A Castellammare aumenterà la focalizzazione sulle navi militari: oggi si producono infatti anche i tronconi degli scafi per le navi da crociera, che verranno riarticolati nel nostro sistema di cantieri in Romania. Di conseguenza alcune lavorazioni, che oggi si fanno in Romania per le navi offshore Vard, verranno trasferite in Vietnam. Il piano dà vela al vento militare e lo prima di tutto nei cantieri italiani. È una riarticolazione del sistema dei cantieri che sarà win-win-win per tutti e tre i core business, ovvero cruise, militare e navi speciali.”

Domanda. Perché?

Risposta. “Il sistema di costruzione di navi da crociera, che in Italia resterà immutato, beneficerà di margini più alti grazie ai tronconi prodotti in maniera competitiva in Romania. Lo stesso guadagno di competitività si verificherà anche per le navi offshore di Vard, per cui aumenterà il contributo del Vietnam.”

Domanda. E Palermo?

Risposta. “Lì spingeremo sicuramente sul refitting. Grazie a maestranze molto professionalizzate Palermo è un cantiere molto importante per quanto riguarda riparazioni e trasformazioni.”

Domanda. A Piazza Affari però nel giorno del piano il titolo ha perso oltre il 9%. Come lo spiega?

Risposta. “Oggi (ieri per chi legge, ndr) tutto il comparto della difesa è sceso sulla base di alcune notizie, in più credo che per noi abbia influito anche il comunicato sul riscadenzamento del credito verso l’armatore Virgin, che tuttavia lascia invariata la posizione finanziaria netta. In generale, non credo che l’andamento azionario della difesa sia da leggere sulla base dell’emotività delle notizie della giornata ma all’interno di un ciclo strutturale che noi stimiamo come lungo. Il nuovo piano industriale vuole intercettare questo macro-trend e trasformarlo in ricavi visibili, margini sostenibili, innovazione cantierabile e disciplina finanziaria.”

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