“Germania e Italia, insieme ad altri Paesi importatori di gas, petrolio, carbone, grano, mais e altro, stanno finanziando la guerra. Anche per questo l’Italia ha spinto così tanto, insieme ad altri Paesi, verso l’attuazione di un price cap, di un tetto al prezzo del gas. Non c’è nessun motivo che il prezzo del gas sia così alto”.
Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso di un incontro con la stampa estera, precisando che “la Russia non può vendere il gas a nessun altro cliente che non sia l’Europa, c’è lo spazio per arrivare a un tetto”.
Il presidente russo Vladimir Putin, ha riferito Draghi, “mi ha detto che i contratti esistenti per le forniture di gas rimangono in vigore. Le aziende europee continueranno a pagare in euro o in dollari il gas russo”, mentre “quello che ho capito è che la conversione dal pagamento in euro o in dollari ai rubli è un fatto interno alla Federazione russa”.
Il pagamento del gas russo in rubli, ha precisato, “è inaccettabile e non è fattibile”, dal momento che “i contratti prevedevano pagamenti in euro e dollari. I prezzi dei beni scambiati a livello mondiale, gas, materie prime, petrolio, grano sono da sempre fissati in dollari, poi è venuto l’euro. Non è facile cambiare valuta di riferimento: gli europei stessi ci hanno pensato a lungo e hanno pensato di provare a ridefinire i contratti in dollari. Non funziona, perché tutti gli scambi sono in una moneta”.
Draghi ha sottolineato che “la cosa più importante è che in seguito a questa crisi i Paesi mediterranei dell’Ue stanno realizzando che possono diventare importantissimi hub che possono funzionare molto bene. Gli investimenti in infrastrutture sono molto importanti tra i paesi del Sud, tra loro e anche con quelli del Nord”, ha aggiunto Draghi.








