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Donato Amoroso, AD Thales Italia: “In Italia produciamo una carta bancaria su due”

Thales non è solo aerospazio e difesa: il colosso francese produce un quarto delle 3,5 miliardi di carte bancarie emesse all’anno.

È il primo emettitore al mondo con una quota di mercato del 25%.

In Italia la quota sale circa alla metà (45%): insomma, quasi una tessera italiana su due arriva da Thales, che serve 3.500 player del settore bancario e dei pagamenti.

“È un campo in cui siamo presenti da più di 40 anni”, spiega a MF-Milano Finanza, Donato Amoroso, ad Thales Italia.

“Con successo, perché tra i nostri clienti ci sono gli attori più importanti del Paese e, in particolare, molte delle principali banche italiane”.

Quanto pesano le carte sui vostri conti?

“Incidono per il 10-15% sui ricavi di Thales Italia (ndr nel 2022 il fatturato ha toccato i 189 milioni)”.

La produzione è interna al Paese?

“Si’, è concentrata nello stabilimento di Marcallo, vicino a Milano.

Qui realizziamo le carte e le personalizziamo con i microchip che consentono di abbinarle a un determinato cliente.

Quest’ultimo è il passaggio più importante per noi, e lo facciamo in modo riservato e confidenziale, nel rispetto della privacy”.

Come proteggete i clienti?

“Abbiamo riversato nel settore dei pagamenti le nostre competenze cyber e nella sicurezza digitale.

Thales ha dei software proprietari per l’online banking, come i sistemi di strong identity verification, e tutela gli utenti grazie alla crittografia dei dati.

I pagamenti evolvono verso soluzioni che prescindono dalla carta fisica. Siete preoccupati?

“È vero, ma la domanda resta ancora forte perché ampie fasce di popolazione non sono ancora in grado di sfruttare al meglio i progressi tecnologici e hanno bisogno dei nostri servizi.

Thales comunque non distoglie lo sguardo dal futuro e continua a evolversi anche nel settore dei pagamenti”.

Cosa intende?

“Sperimentiamo nuove soluzioni, che sono in dirittura d’arrivo.

Mi riferisco alla carta con l’impronta digitale su un sensore biometrico, che convalida le transazioni con un metodo di autenticazione sicuro, veloce e accessibile.

Oppure alla carta di pagamento vocale, che rende autonome le persone con disabilità visiva o motorie.

Senza dimenticare la carta di legno proveniente da foreste certificate sostenibili”.

Ecco, l’ambiente.

“Sono anni che evitiamo l’uso della plastica vergine e la maggior parte dei nostri materiali è riciclato”.

Ci sono novità in arrivo fuori dal mondo dei pagamenti?

“Stiamo sviluppando un sistema di sicurezza per facilitare i controlli in aeroporto.

Si tratta di uno strumento di riconoscimento biometrico facciale che unisce il documento di riconoscimento e la carta d’imbarco in un unico supporto.

Così il passeggero non sarà più rallentato dalla burocrazia aeroportuale e potrà arrivare direttamente in aereo”.

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