5G e cloud computing per un’intelligenza artificiale per tutti. A tratteggiare questo scenario è il Public Policy & Governments Affairs Manager di Google Italia, Diego Ciulli, durante l’evento di lancio di AI Academy, spazio di formazione firmato da Università La Sapienza, Google e Tim.
«Oggi il mestiere delle aziende tecnologiche è quello di rendere accessibile come sevizio non solo la connettività, ma anche la potenza di calcolo e l’archiviazione di dati. Fino a poco tempo fa servivano grandi server per fare Ai, oggi i grandi provider la mettono a disposizione per qualsiasi impresa e qualsiasi amministrazione».
Un cambio radicale, al servizio di tutti. «Finchè Google la utilizzava già da anni per migliorare il suo motore ricerca o Amazon per migliorare il metodo di acquisti era una cosa diversa, ora diventa uno strumento a disposizione del singolo commerciante per aiutarlo a fare l’inventario o per la singola impresa manifatturiera e altri casi d’uso».
Il nostro Paese ha però parecchia strada da recuperare, secondo Ciulli. «L’Italia ha accumulato un grave ritardo digitale negli ultimi anni ma è stato un ritardo accumulato in un’epoca in cui si traduceva in informazione e comunicazione. Si poteva fare fatica nell’e-commerce e nell’export online, nelle attività del “far conoscere”, ma il ritardo aveva colpito solo in parte la nostra base manifatturiera; ma queste tecnologie hanno a che fare con essa e oggi possono aiutarci a recuperare punti di produttività e quindi a conservare il ruolo dell’Italia nell’industria o anche a rilanciare tale ruolo. Ma a perdere questa occasione significa anche perdere la nostra storica forza di paese manifatturiero».








