L’Italia ha bisogno di «iniziare ad abbattere i muri e a creare campioni prima nazionali e poi europei, per competere alla pari con i colossi internazionali». Lo sostiene Leonardo Del Vecchio, presidente di EssilorLuxottica, che sottolinea che «serve un’ottica da imprenditori più che da finanzieri. I dividendi oggi spesso sono a scapito della crescita dimensionale delle aziende».
Del Vecchio, che detiene il 6,5% di Generali, il 19% di Mediobanca e il 2% di Unicredit, spiega che «il mondo della finanza nazionale purtroppo è quello più fragile e in ritardo, protetto fino ad ora da regolamenti e relazioni forti che non potranno più garantirne la sopravvivenza». Per Del Vecchio «per questo e per molte altre ragioni lo slogan “piccolo è bello” non è solamente falso, ma diffonde una tranquillità illusoria che frena ogni urgenza di cambiamento», afferma in un’intervista con il Corriere della Sera.
«Abbiamo bisogno di scelte rivoluzionarie che scardinino tutti i vincoli che vengono dal passato e tutte le forze positive del Paese devono contribuire a costruire questo nuovo mondo, rinunciando a comode rendite di posizione». Per l’imprenditore «è tempo di prendere i nostri rischi nella certezza che, in mancanza di questa evoluzione, saremo destinati ad estinguerci».
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