Dopo giorni di tensione con il mondo produttivo, il governo corregge il tiro sul decreto fisco e riapre il capitolo delle risorse per la Transizione 5.0.
Al tavolo convocato al ministero delle Imprese e del Made in Italy, viene annunciato il ripristino dei fondi destinati alle aziende ‘esodate’ che a novembre, una volta esaurito il plafond disponibile, avevano presentato domanda per il credito d’imposta avendo ricevuto rassicurazioni su ulteriori stanziamenti.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sabato aveva spiegato che lo “shock esterno” dovuto alla guerra in Medio Oriente ha indotto delle riflessioni su chi “dobbiamo aiutare nel prossimo futuro“, pur aprendo all’ascolto delle categorie.
Oggi a sorpresa l’annuncio sul ripristino dei fondi, arrivato dopo le proteste e la presa di posizione di Confindustria, che ha criticato il taglio e denunciato il rischio di compromettere la fiducia delle imprese nello Stato a causa del cambio delle regole in corsa.
Un segnale che il governo ha evidentemente raccolto, scegliendo una retromarcia sostanziale.
Allo stesso tempo il governo è impegnato a reperire le risorse per la proroga del taglio delle accise, deliberato il 18 marzo e che scade il 7 aprile.
Del dossier si occupa in prima persona la premier Giorgia Meloni in contatto con Giorgetti e la proroga – che potrebbe essere varata venerdì in Cdm – dovrebbe valere per lo stesso lasso temporale, tre settimane, con un impegno di spesa di circa mezzo miliardo.
Per quanto riguarda Transizione, il pacchetto annunciato al Mimit conferma gli 1,3 miliardi già previsti e aggiunge ulteriori 200 milioni, reperiti attraverso risparmi interni allo stesso ministero.
Sul piano normativo, la correzione dovrebbe tradursi in un emendamento del governo allo stesso decreto Fisco, durante l’iter di conversione in Parlamento.
A garantire l’impegno è stato il ministro delle Imprese Adolfo Urso, che ha assicurato come “tutti riceveranno quanto dovuto”.
Al tavolo, con il ministro Tommaso Foti, il viceministro all’Economia Maurizio Leo, e la Ragioniera dello Stato Daria Perrotta, Urso ha garantito alle imprese che: “In questi giorni abbiamo fatto il massimo sforzo possibile.
Abbiamo lavorato in piena sintonia tra ministeri per offrirvi una ipotesi di lavoro che, oltre a confermare integralmente gli 1,3 miliardi in più alle imprese che hanno investito in digitalizzazione ed efficientamento energetico con Transizione 5.0, incrementa le risorse a loro disposizione di ulteriori 200 milioni, per un totale di 1,5 miliardi”.
Presente al Mimit il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che in una dura nota all’indomani del varo del dl Fisco aveva contestato il passo indietro rispetto alle assicurazioni fornite alle imprese a novembre, che di fatto ha creato migliaia di imprese ‘esodate’.
Ora Orsini ha parlato di “via giusta”, evidenziando come il rafforzamento degli incentivi – dal 35% previsto inizialmente fino al 90%, con punte del 100% per alcuni investimenti – rappresenti un segnale concreto di attenzione verso il tessuto produttivo.
Più che una “retromarcia“, ha osservato, ciò che conta è che “non venga lasciato indietro nessuno”, rimarcando il concetto che da questo dipende la fiducia degli imprenditori nelle istituzioni.








