Il settore agroalimentare c’è e alla crisi Covid-19 ha risposto “presente”. Così Davide Casaleggio sottolinea al Sole 24 Ore la fondamentale importanza di questo settore, anticipando i risultati di una ricerca sull’e-commerce dedicata al tema della “Digital food strategy”.
«Carrefour aveva preparato una confezione “gli essenziali” per rispondere all’emergenza. Nell’insieme una lezione è chiara: ci sono grandi margini di crescita visto che il peso dell’e-commerce sul totale del settore alimentare in Italia vale l’1% contro valori tra in Europa tra il 4 e l’8%. Ad avere più possibilità è chi ha e coltiva due punti di forza: la ricorsività e una marginalità interessante».
Per Casaleggio «la strada, partendo dall’analisi del proprio prodotto, è quella di investire ad esempio su confezioni con più contenuti da una parte e sul marketing del brand dall’altra. Penso al mondo dei vini che sta molto lavorando sul brand anche attraverso una collaborazione sui dati degli utenti con le piattaforme che vendono. Oppure, per fare due esempi, c’è Barilla che con i biscotti ha un alto margine e un’alta ricorsività e perciò investe molto in marketing; o Lavazza con un programma di loyalty che punta all’acquisto ripetitivo e investe in adv e in presenza sui social».
«Ma soprattutto – conclude – i piccoli produttori devono federarsi. La partnership tra aziende è fondamentale. Mi aspetto che le associazioni di categoria, le filiere, lavorino sulla costruzione di piattaforme per un settore che in questa crisi è stato tra i meno colpiti. Mentre il governo deve coglierne la centralità rispetto al Pil. Così come si discute di transizione al digitale per scuola e, altrettanto va fatto in questo campo con una strategia adeguata. Perché il mercato ormai c’è e se non lo occupano dei campioni italiani, finirà in mano ad aziende straniere».








