Un Patto della dirigenza per mettere a terra le risorse del PNRR, costruendo una crescita economica robusta, duratura, basata su occupazione, inclusività, welfare, transizione ecologica e trasformazione digitale.
A tracciare il percorso è il presidente di Federmanager, Stefano Cuzzilla, che parlando all’assemblea annuale dell’associazione lancia il suo appello al governo: “I dirigenti d’impresa siano chiamati a collaborare ai tavoli decisionali per l’attuazione del PNRR“, per “concretizzare il piano più ambizioso di riforme e investimenti che si ricordi dal dopoguerra”.
Un’occasione unica per l’Italia, ma anche per altri Paesi del continente, che non stanno certo a guardare. La Commissione Ue infatti ha ricevuto oggi la prima richiesta di pagamento nell’ambito del Recovery fund. A farsi avanti è stata la Spagna, che ha chiesto 10 miliardi di euro, al netto del prefinanziamento, per sostenere efficienza energetica, mobilità pulita, progetti sulle competenze e altro. Bruxelles ha ora due mesi per valutare la richiesta.
Ma in Italia i timori restano legati alla capacità di spendere le risorse, con la burocrazia principale ostacolo. Ne è convinto il leader della Lega Matteo Salvini, che dal palco dell’assemblea di Federmanager torna a battere sulla riforma del codice degli appalti, chiedendo che ci siano “controlli a valle e non a monte”.
“Serve il modello Genova: se la procedura è rapida è più difficile avere corruzione”, ha detto il leader del Carroccio. C’è poi il capitolo che riguarda le nuove competenze, indispensabili per accompagnare il processo di digitalizzazione: “Chiediamo al governo – è la richiesta del presidente di Federmanager Cuzzilla – di confermare il voucher per gli innovation manager e di prevedere strumenti simili per l’inserimento delle altre figure, a partire dai manager per la sostenibilità, oltre a sgravi fiscali che incentiveranno le imprese a investire nel nuovo che serve”.
A far discutere, poi, è anche la manovra, che martedì inizierà ufficialmente il proprio cammino in Senato. “Occorre reinserire il Patent Box così com’era strutturato, stimolava gli investimenti in ricerca e nella realizzazione di brevetti, funzionava e si è deciso di smontarlo”, ha detto a margine dell’assemblea dei manager il presidente di Confindustria Carlo Bonomi. E sul reddito di cittadinanza avverte: “Com’è strutturato oggi non intercetta gli incapienti del Nord ed è diventato un disincentivo a cercare lavoro nel Mezzogiorno d’Italia”.








