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Crollano le vendite dei gioielli. Dati drammatici dall’export

Primo quadrimestre da Caporetto mentre la ripartenza appare ancora lontana.

Il grido di dolore arriva da Federorafi che in una nota stima come l’epidemia e le conseguenti misure di contenimento abbiano determinato un vero e proprio “crollo delle vendite” del comparto.

I primi quattro mesi 2020 infatti archiviano un calo record dell’export del -30,6% rispetto alo stesso periodo del 2019.

Più in particolare, secondo i dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda, il mese di marzo cede il -45,0% rispetto a marzo 2019, mentre il mese di aprile arriva addirittura al -92,1%.

Del resto, il Dpcm non prevedeva deroghe per il settore, che ha visto chiusa la totalità delle aziende, non essendo ritenute ”indispensabili”.

La flessione dell’export è generalizzata a tutti i maggiori mercati.

Da gennaio ad aprile gli Emirati Arabi cedono il -32,0%, la Svizzera il -52,6%, gli Usa il -21,9%, la Francia il -14,8%.

Una delle variazioni più gravose, pari al -54,0%, colpisce Hong Kong. Non di meno, Regno Unito, Germania, Spagna perdono mediamente un -30% nel periodo considerato. 

Con riferimento ai maggiori distretti del settore si registra una contrazione delle vendite del -15,6% per Arezzo, del -27,1% per Alessandria/Valenza e del -14,7% per Vicenza”.

Stiamo assistendo ad una ”caporetto” del settore e anche dalle impressioni raccolte nei mesi di maggio e giugno la ripartenza è ancora molto lontana per il perdurare della crisi della domanda mondiale.

Con la riapertura di maggio si sono velocemente esauriti gli ordini rimasti e le aziende hanno dovuto continuare a fare ricorso alle diverse tipologie di cassa integrazione e in luglio riteniamo che la stragrande maggioranza delle aziende del settore orafo abbia già esaurito tutta la Cig Covid 19 e si trova ora ad affrontare i mesi a venire senza l’aiuto di uno specifico strumento di copertura per la mancanza di lavoro”.

Occorre quindi,conclude, “rialimentare la Cig e sostenere le iniziative del settore perché gli imprenditori e la filiera stanno dando importanti segnali di reazione”, conclude guardando ora alla China International Import Expo di novembre a Shanghai, la più importante presenza di tutti i tempi della gioielleria italiana nella Cina continentale.

“A tal fine abbiamo sollecitato il Ministro Luigi Di Maio e l’Ambasciatore a Pechino Luca Ferrari a predisporre già da ora le migliori condizioni per la presenza dei nostri imprenditori”. 

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