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Imprese e istituzioni insieme per il Modello Rovigo: legalità, economia e coesione | L’analisi

E’ accaduto a Rovigo, ma l’auspicio è che l’esperienza possa diffondersi ad altre realtà del Paese: un dialogo innovativo, positivo e progettuale tra imprese dell’Economia di Città e le Istituzioni, attraverso il quale una città come Rovigo vuole proporsi come un laboratorio dove l’analisi condivisa della realtà e delle percezioni diviene base per progettare insieme un concetto inclusivo ed evolutivo d sicurezza e legalità.

La sfida è stata colta in occasione dell’evento “Una provincia di Rovigo accogliente e serena”, tenutasi nel capoluogo del Polesine lo scorso 13 aprile presso e con il patrocinio della Camera di Commercio di Venezia Rovigo e promossa da Confcommercio Unione Venezia Rovigo, d’intesa e con la preziosa collaborazione della Prefettura U. T.G. di Rovigo, la partecipazione attiva delle forze dell’ordine, di rappresentanti degli enti locali e del mondo economico, nella convinzione che il tema della sicurezza non possa essere affrontato in modo isolato, ma richieda una visione integrata che tenga insieme ordine pubblico, vivibilità dei centri urbani, presidio sociale e tenuta del tessuto commerciale.

Forse, ancor prima della politica, bisogna tornare a ricostruire la funzione della “comunità”, – tema particolarmente caro allo stesso Capo dello Stato, Sergio Mattarella – anzi delle “comunità” dei cittadini, degli operatori economici di prossimità e di servizio, delle istituzioni pubbliche, che si intersecano e quindi costituiscono e fanno evolvere l’”Ambiente Città”.

Ed è partendo da questa premessa che a Rovigo hanno cercato e trovato un possibile percorso di lavoro, un laboratorio in divenire che vede tra loro interlocutori quali Confcommercio, Prefettura, vertici provinciali delle Forze dell’Ordine ed Autorità sanitarie (dal Questore ai Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco, il direttore generale dell’Ulss, Camera di Commercio di Venezia Rovigo, con l’obiettivo di coinvolgere e mobilitare tutti gli amministratori dei Comuni della provincia, non solo del capoluogo.

A provocare un “pensiero positivo” è stato proprio il mondo dell’economia più vicina ai servizi alla persona, Confcommercio Unione Venezia Rovigo che ha voluto partire proprio dall’evoluzione dell’economia urbana di Rovigo negli ultimi 10 anni, evidenziando che non esistono comuni minori o maggiori, ma solo comuni e territori che nelle loro rispettive specificità è possono e devono riscoprirsi  “completi”, non solo delle inevitabili criticità, ma soprattutto delle potenzialità e quindi di soluzioni possibili se tutti i soggetti, privati e pubblici, trovano modalità di lavorare in rete.

E la lettura del tessuto economico, proposta dal Laboratorio dell’Economia di Città di Confcommercio Venezia Rovigo e quindi dell’evoluzione sociale, degli stili di vita, di consumo, il cambiamento demografico, generazionale e pluriculturale e “internazionale” hanno costituito la matrice di riferimento per costruire il dialogo. Rinviando alla scheda statistica più completa alla fine dell’articolo, alcuni dati “macro” già configurano lo scenario. In provincia di Rovigo, dal 2015 al 2025, le attività ricadenti nell’Economia di Città, secondo il citato Laboratorio, hanno visto diminuire il numero di unità locali da 12.412 del 2015 alle attuali 11.565, con un saldo negativo, al netto delle chiusure, aggregazioni, mutamenti societari e cambio di attività di -847 unità, pari al -6,8%. Complessivamente, nel 2025, il sistema dell’Economia di Città mobilita oltre 34.600addetti nella Provincia di Rovigo, poco più del 15,21% dei suoi abitanti (227.700) nel 2025.

Si assiste pertanto ad una riconfigurazione strutturale dell’Economia di Città: si assiste ad una trasformazione della domanda strettamente connessa a: stili di vita; ottimizzazione dei costi, riallocazione delle risorse stesse a disposizione di consumatori e di operatori delle filiere intermedie.

Nella Provincia di Rovigo, in dieci anni (2015-2025) il commercio tradizionale e di prossimità ha visto, a saldo di ristrutturazioni, passaggi generazionali, fusioni e riorganizzazioni, perdere 508 esercizi commerciali (-12,8%); anche il commercio all’ingrosso ha visto una riduzione di 208 unità locali. Tuttavia, complessivamente, il commercio mobilita ancora oltre 11.125 addetti in provincia, pari al 32,1% degli addetti dell’economia di città.

I partecipanti alla tavola rotonda, hanno voluto partire da una disamina, per altro ampiamente condivisa e consapevole, delle criticità, per costruire un modello nuovo di coalizione finalizzata a progettare e realizzare, insieme, soluzioni.

Fondamentale l’apporto, fortemente partecipativo, da parte delle imprese e degli imprenditori a tutelare insieme alle Forze dell’Ordine la legalità quale ambiente naturale della comunità urbana. La condivisione e la promozione delle regole, anche tra i coloro che hanno scelto il nostro Paese per ritrovare una dimensione di crescita, anche economica e umana e legittima, con il concorso di tutti i soggetti diventa quindi determinante, ma passa inevitabilmente per la conoscenza, la reciproca informazione e l’emulazione di ciò che è corretto e legale.

Le coordinate di questo percorso sono emerse chiaramente e così riassumibili. Anzitutto la Questione legalità è precondizione dello sviluppo: senza legalità non può esserci sviluppo economico. Da qui la messa a fuoco di un metodo di lavoro condiviso da tutti gli attori in campo, che operi concretamente come laboratorio, un lavoro-processo che parta dal concetto di sicurezza partecipata e integrata il cui compito, garantire un contesto ordinato, non può ricadere solo sullo Stato in senso stretto, ma deve coinvolgere anche amministrazioni comunali, operatori economici e cittadini”.

Da ciò ne deriva un impegno che, come associazione rappresentativa dell’Economia di Città, Confcommercio Unione Venezia Rovigo assume come responsabilità nel territorio rodigino così come negli altri territori del Veneto ove è presente. E’ evidente che questo metodo e questo contesto rendono necessario un salto culturale sia per il mondo della rappresentanza delle imprese che per le istituzioni.

Va infatti superato il concetto di mero “corpo intermedio” per assumere la responsabilità più evoluta di un vero e proprio “connettore sociale” di una rappresentanza economica e sociale del lavoro, dello sviluppo e della crescita in un ambito legale, e correttamente concorrenziale e perciò stesso competitivo nel pieno rispetto delle regole.

Questo significa essere consapevoli che oggi la rappresentanza non si fa più solo con i numeri degli associati, ma anche e soprattutto con il grado di qualità di progettazione e proposta e di azioni integrate con le istituzioni che si scrivono nell’agenda del fare di una Comunità e di un territorio.

Dalla tavola rotonda di Rovigo non è emerso il solito “manifesto”, ma piuttosto una stringente agenda di argomenti da affrontare, di mentalità da cambiare, di esperienze da vivere coraggiosamente, ma insieme: imprese, istituzioni, Forze dell’Ordine. Il tema del commercio, dei servizi a persone e imprese, del turismo, insomma dell’Economia di Città e di una città propriamente italiana, non può più essere letto come una semplice questione di mercato, di economia, ma piuttosto e strategicamente come sfida per la promozione della Qualità della Vita del futuro prossimo.

Il che si concretizza poi sul fatto che un territorio, al di là dei confini amministrativi e politici, che voglia essere “accogliente e sereno” non si costruisce solo con il controllo del territorio, ma anche con città vive, servizi presenti, imprese sostenute e istituzioni capaci di lavorare insieme. Legalità e sicurezza sono le basi per creare e tutelare processi di inclusività e di vicinanza anche tra culture diverse.

Il confronto promosso da Confcommercio ha così assunto un significato che va oltre il singolo appuntamento: quello di un laboratorio territoriale in cui legalità, economia e coesione sociale vengono finalmente trattate come parti dello stesso problema e, auspicabilmente, della stessa soluzione.

(segue scheda Statistica completa sull’Economia di Città in Provincia di Rovigo)

Scheda Statistica a cura del Laboratorio per l’Economia di Città di Confcommercio Unione Venezia Rovigo – I numeri del cambiamento

Dati: Elaborazione Laboratorio dell’Economia di Città di Confcommercio Unione Venezia Rovigo su dati Unioncamere, CCIAA Venezia Rovigo ISTAT.

Nell’arco di dieci anni l’economia delle città è profondamente cambiata, in modo strutturale.  cosiddetta del terziario urbano, l’economia di città è cambiata in modo strutturale.

Persino parlare di un singolo comparto preso a se stante non consente di comprendere quanto sta accadendo.

Per questo Confcommercio Unione Metropolitana ha ritenuto di attivare un Laboratorio dell’Economia di Città, che parta da una rilettura di quanto c’è, accade ed evolve anche nella provincia di Rovigo, per proporre alle attività economiche, agli enti locali, con il supporto di strumenti messi a disposizione dalla Confederazione nazionale, come il progetto, la decennale esperienza dei manager di distretto che hanno operato in numerosi comuni del veneziano, alcune linee d’azione.

Occorre però un nuovo approccio, costruttivo ed attento alle interrelazioni tra attività economiche che compongono il Terziario di mercato di Città e che non possono essere più quelle del commercio, del turismo e dei servizi: un percorso, del resto che Confcommercio ha iniziato a rappresentare e che i dati che seguono, elaborazioni del Laboratorio dell’Economia di Città di Confcommercio Unione Venezia Rovigo su dati  Unioncamere, CCIAA Venezia Rovigo ISTAT, intendono proporre una fotografia del fenomeno in divenire..

In provincia di Rovigo, dal 2015 al 2025, le attività ricadenti nel cosiddetto terziario di mercato ovvero dell’Economia di Città, secondo la riclassificazione ed aggregazione proposta da Confcommercio Unione Venezia Rovigo, in quanto legate ad imprese, persone, comunità, hanno visto diminuire il numero di unità locali da 12.412 del 2015 alle attuali 11.565, con un saldo negativo, al netto delle chiusure, aggregazioni, mutamenti societari e cambio di attività di -847 unità, pari al -6,8%.

Complessivamente, nel 2025, il sistema dell’Economia di Città mobilita oltre 34.600addetti nella Provincia di Rovigo, poco più del 15,21% dei suoi abitanti (227.700) nel 2025.

Esaminando quanto emerso nella Provincia di Rovigo, assistiamo ad una riconfigurazione strutturale dell’Economia di Città: si assiste ad una trasformazione della domanda strettamente connessa a:

  • stili di vita;
  • all’ottimizzazione dei costi;
  • riallocazione delle risorse stesse a disposizione di consumatori e di operatori delle filiere intermedie.

Nella Provincia di Rovigo, in dieci anni (2015-2025) il commercio tradizionale e di prossimità ha visto, a saldo di ristrutturazioni, passaggi generazionali, fusioni e riorganizzazioni, perdere 508 esercizi commerciali (-12,8%); anche il commercio all’ingrosso ha visto una riduzione di 208 unità locali. Tuttavia, complessivamente, il commercio mobilita ancora oltre 11.125 addetti in provincia, pari al 32,1% degli addetti dell’economia di città.

Si rivela legata a fenomeni di innovazione – e conseguente aggregazione ed ottimizzazione dei costi di produzione e resilienza alla velocità di cambiamento della qualità della domanda – la dinamica del settore dell’informazione e della comunicazione, che riduce del -6,5% le proprie imprese, ma totalizza poco meno 800 dipendenti. Anche in Provincia di Rovigo le trasformazioni di questo comparto, confermano la tendenza ad una sempre maggiore connettività integrazione nelle filiere, processo consentito proprio dalla digitalizzazione. Un aspetto che va rintracciato anche nei dati positivi legati alle attività professionali e consulenziali.

Infatti, a crescere è sempre più la componente del terziario più legata ai servizi, molto spesso ancora di difficile inquadramento merceologico tanto da costituire qualche problema persino per la classificazione ATECO 2025. Basti pensare al caso più estremo, gli influencer o a quello più variegato dei consulenti per lo sviluppo e il marketing, sempre più legato al legato al commercio on line o più precisamente di offerta commerciale e di servizi multicanale – e dei servizi alla persona in senso lato (attività sportive, ricreative, cultura, benessere fisico e psicologico delle persone, sanità).

In tal senso anche l’incremento delle attività ricettive e dell’ospitalità in genere rispondono ad una accresciuta esigenza di socializzazione e di fruizione delle esperienze.

Bisogna comprendere questo cambiamento imposto dal contesto generale che ha cambiato e continuerà ad evolvere stili di vita, consumo, assetto demografico e socio culturale anche internazionale delle nostre città, per poter dare risposte efficaci a chi vuole fare economia in città e per la città.

Ma nel contempo una Provincia di Rovigo alla quale si richiedono sempre più servizi dedicati alla persona e a tutte le età. Non mancano quindi i clienti per i negozi di vicinato, spesso giovani coppie o anziani accompagnati da chi li accudisce, e questo rende necessario un’offerta commerciale dedicata e forse anche più capillare con l’incremento della qualità della vita dell’anziano e la possibilità di assistenza e cura a domicilio e non solo in residenze dedicate. Lo confermano i dati relativi all’incremento delle attività per i servizi e la salute umana (+50,5% in dieci anni) e le attività per i servizi alla persona (+4,8%).

Un contesto particolarmente evidente in aree periferiche e in alcune frazioni dei comuni del Rodigino.

La Provincia di Rovigo sta cambiando, in senso demografico, generazionale e culturale /nazionale.

In particolare, negli ultimi dieci anni le imprese con titolare straniero hanno visto consolidare la loro vocazione eminentemente terziaria, venendo a consolidare un mix che abbastanza fisiologico e strutturale:

23,5% commercio;

9,5 % ricettività e ristorazione;

4,1 % servizi;

3,1 %servizi alle imprese;

7,3 % altro

Questo significa che il 47,5% delle sedi di imprese straniere, cioè circa 1.200, sono del terziario, con una crescita, rispetto al 2015 stimabile in poco meno del +9,0%.

Il terziario attira sempre più i giovani che sperimentano anche attività economiche e professionale del terziario nuove, legate alla digitalizzazione e ai servizi alle imprese ma che non di rado sfuggono ad una schematica classificazione.

Ma il fenomeno sconta un processo selettivo piuttosto duro: nel decennio 2015-2025 le imprese giovanili si sono ridotte del -39%

In Provincia di Rovigo, infatti, i giovani imprenditori si orientano sempre più verso i nei servizi non tradizionali che oramai costituiscono poco meno del 30% delle circa 1.500 attività imprenditoriali. Meno appeal sembra esercitare il commercio (19,4%) l’alloggio e la ristorazione (8,25%).

Unità locali e sedi di impresa/attività economica nella Provincia di Rovigo: evoluzione 2015-2025

 Unità locali 2015Unità locali 2025Var. assoluta  Var. %ADDETTI (2025)
  Commercio al dettaglio   Commercio Ingrosso  3.952   2.080  3.444   1.872  -508   -208  -12,8%   -10,0%  7.320   3.805  
  Ristorazione   Alloggi (Hotel ed extralberghieri)  1.873   110  1.700   167  -173   +57  -9,23%   +51,8%  5.955   516  
  Attività finanziarie ed assicurative  685  642  -43  -6,3%  578
Informazione e Comunicazione Programmazione, infrastrutture e consulenza informatica/digitale, hosting, elaborazione dati    400    374          -26    -6,5%             787    
  Libere professioni e attività scientifiche e di consulenza  789  835  +46  +5,8%  2.007    
  Sport, arti, cultura leisure  378  350  -28  -7,4%  1.182  
Logistica e Mobilità Trasporto marittimo e per vie d’acqua Magazzinaggio ed attività di supporto ai trasporti    943    834    -109    -11,6%    5.372
  Attività per la salute umana/servizi sanitari   Attività di assistenza residenziale   Assistenza sociale non residenziale  99     13     54  149     36             77  +50     +23     +23  +50,5%     +176,9%     +42,6%  1.166     776     1.208  
Servizi veterinari  7  12  +5  +71,4%  11  
Attività di lotterie, scommesse, case da gioco  45  35  -10  -22,2%  93
Attività di servizi alla persona  975  1.022  +47  +4,8%  2.041
Attività di ricerca e selezione personale  9  16  +7  +77,7%  1.823
Dati complessivi12.41211.565-847-6,8%34.640

Fonte: Elaborazione Laboratorio per l’Economia di Città – Confcommercio Unione Venezia Rovigo su dati ISTAT-CCIAA Venezia Rovigo – 1 aprile 2026

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