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Marco Natali, Presidente Confprofessioni: «Legalità, ambiente e agroalimentare sono un fattore di sviluppo per il Paese»

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Ambiente, agroalimentare e legalità rappresentano oggi tre pilastri strettamente collegati per garantire la tutela del territorio, la salute pubblica e la competitività del sistema economico italiano. Da questa consapevolezza è nato il convegno “Ambiente, agroalimentare e legalità: strategie integrate per la tutela del territorio e della salute pubblica”, promosso da Confprofessioni e svoltosi il 9 luglio a Roma nell’ambito del ciclo di iniziative dedicate al ruolo dei liberi professionisti nella promozione della legalità.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, professionisti, forze dell’ordine ed esperti con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra competenze diverse per affrontare fenomeni sempre più complessi che interessano l’ambiente e le filiere agroalimentari.

Natali: ambiente e agroalimentare al centro della competitività del Paese

Ad aprire i lavori è stato il presidente di Confprofessioni, Marco Natali, che ha richiamato il valore strategico del patrimonio ambientale e agroalimentare italiano.

«Parlare oggi di ambiente e agroalimentare significa parlare del cuore stesso del nostro patrimonio nazionale: significa parlare di salute pubblica, di competitività delle imprese e, soprattutto, di fiducia. Fiducia dei cittadini nelle istituzioni, dei consumatori nei prodotti che acquistano, degli operatori economici nelle regole del mercato. Il nostro Paese possiede un patrimonio ambientale e agroalimentare unico al mondo, ma proprio per questo è esposto a fenomeni di illegalità sempre più sofisticati. Per affrontarli servono competenze diverse, capacità di lettura integrata dei rischi e una collaborazione stabile tra istituzioni, forze dell’ordine, professionisti e comunità scientifica, nell’interesse delle future generazioni».

Il presidente ha sottolineato come la tutela dell’ambiente e delle produzioni agroalimentari non possa essere affidata esclusivamente ai controlli, ma richieda una rete stabile di competenze tecniche e istituzionali.

Professionisti e forze dell’ordine insieme per la tutela del territorio

Il convegno, moderato dalla ricercatrice del Centro Studi di Confprofessioni Laura Ciccozzi, ha posto al centro il ruolo della prevenzione e della collaborazione tra professionisti e forze dell’ordine.

Nel corso della mattinata sono intervenuti il Generale Fabrizio Parrulli, che ha illustrato le attività del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, e il Colonnello Antonio Caputo, che ha presentato le principali attività del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza nella prevenzione e nel contrasto della contraffazione.

Nel suo intervento il Colonnello Caputo ha evidenziato anche il valore dell’educazione alla legalità, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni, indicando il contributo dei professionisti come elemento fondamentale per rafforzare la cultura della prevenzione.

L’approccio One Health e la collaborazione interdisciplinare

Uno dei temi centrali del confronto ha riguardato la necessità di costruire strategie integrate tra professioni differenti.

Il presidente della FIDAF, Andrea Sonnino, ha evidenziato come biodiversità, sicurezza alimentare e pianificazione territoriale richiedano un approccio multidisciplinare.

«Confprofessioni ha sviluppato l’approccio One Health, che riconosce l’interconnessione tra sicurezza alimentare, tutela ambientale, salute umana e animale e protezione del territorio: solo una visione integrata, multidisciplinare e sistemica, fondata su solide reti interprofessionali, può affrontare in modo efficace queste sfide complesse».

Secondo Sonnino, la creazione di reti interprofessionali, la condivisione delle informazioni e la valutazione integrata dei rischi costituiscono strumenti indispensabili per affrontare le nuove sfide ambientali e agroalimentari.

La sostenibilità come progetto di sviluppo del territorio

Sul tema della progettazione sostenibile è intervenuto Andrea Tomasi, vicepresidente di ALA Assoarchitetti, che ha invitato a superare una visione esclusivamente difensiva della tutela ambientale.

«Tutti dobbiamo sentirci parte attiva nella progettazione dell’ambiente e del futuro. Oggi non basta più limitarsi a mitigare l’impatto dell’uomo sulla natura: serve una mentalità propulsiva, capace di assecondare l’ambiente e di costruire con esso un equilibrio nuovo. È nei comportamenti quotidiani, nelle scelte che compiamo ogni giorno, che si radica e si mantiene la legalità».

L’intervento ha posto l’accento sul contributo che i professionisti possono offrire nello sviluppo sostenibile dei territori, integrando tutela ambientale, salute pubblica e crescita economica.

ESG, compliance e contrasto ai reati ambientali

Ampio spazio è stato dedicato anche all’evoluzione della compliance nelle imprese agroalimentari.

Il Dott. Giuliano Lazzarini, coordinatore ANMVI Nord Est, e il Colonnello Antonio Caputo hanno approfondito il ruolo dei professionisti nell’accompagnare le aziende in un quadro normativo sempre più articolato, caratterizzato dall’evoluzione dei criteri ESG e dall’ampliamento dei reati presupposto della responsabilità degli enti.

Caputo ha inoltre illustrato le attività svolte dalla Guardia di Finanza per prevenire e individuare tempestivamente anomalie e comportamenti a rischio, evidenziando il valore della collaborazione con il sistema professionale.

Normativa complessa e necessità di strumenti più efficaci

Nel corso della successiva sessione sono intervenuti il Colonnello Pasquale Starace, comandante del Gruppo di Napoli dei Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica, il Colonnello Amedeo De Franceschi, capo ufficio del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare, il presidente SINGEOP, Dott. Guglielmo Emanuele, e nuovamente Andrea Sonnino.

Il confronto ha evidenziato le difficoltà operative derivanti da una normativa ambientale e agroalimentare spesso complessa e frammentata. I relatori hanno quindi sottolineato la necessità di una maggiore sistematicità legislativa e di strumenti più efficaci per prevenire e contrastare i reati che colpiscono il territorio e le produzioni agroalimentari.

La collaborazione tra professionisti e istituzioni come leva di sviluppo

Le conclusioni dei lavori hanno ribadito l’importanza della cooperazione tra professionisti, istituzioni e forze dell’ordine, valorizzando le esperienze già sviluppate tra l’Arma dei Carabinieri e gli ordini professionali nella prevenzione delle anomalie e nell’individuazione tempestiva dei rischi.

A chiudere il convegno è stato ancora il presidente Marco Natali, che ha rilanciato il ruolo della legalità come fattore di crescita.

«In un contesto segnato da trasformazioni rapide, dall’evoluzione delle normative e dall’emergere di nuovi rischi, diventa indispensabile rafforzare le reti tra professionisti e istituzioni, investire nelle competenze e sviluppare modelli di cooperazione sempre più efficaci. La legalità non può essere considerata soltanto un sistema di controlli o sanzioni: deve diventare un valore condiviso e un fattore di sviluppo. Chi investe nella sostenibilità, nella trasparenza e nella conformità alle regole costruisce un vantaggio competitivo e contribuisce alla crescita del territorio. Mi auguro che il confronto di oggi possa generare nuove opportunità di collaborazione e strumenti concreti per tutelare il nostro ambiente, le nostre produzioni e la salute dei cittadini».

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