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La richiesta di Confindustria: servono gli eurobond per vincere la sfida | L’analisi

Per vincere la corsa industriale serve un fondo sovrano europeo «a 360 gradi, non solo per il green, che sia finanziato con gli eurobond, per affrontare la vera sfida, che non è l’autonomia differenziata ma l’autonomia industriale europea». È questa la ricetta che il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, propone in un’intervista a Repubblica.

«Stati Uniti e Cina non stanno cambiando le regole del gioco: stanno cambiando il gioco. Quello che io vedo mancare nel dibattito, soprattutto quello italiano, è che Cina e Stati Uniti stanno spingendo molto su questo», ha aggiunto Bonomi sottolineando che «nel 2022 gli aiuti di Stato autorizzati dall’Unione europea sono stati 540 miliardi. Ma il 49,3% quasi la metà – li ha utilizzati la Germania. Il 29,9% la Francia. L’Italia il 4,7%. Ci vuole un intervento europeo comune e trasversale a tutte le filiere. Solo così le risorse diventano adeguate e non si rompe il mercato unico».

«La reale sfida che abbiamo di fronte non è tanto l’autonomia differenziata quanto invece l’autonomia industriale europea. Noi non abbiamo le materie prime e gli Usa e la Cina fanno la corsa per accaparrarsene la proprietà. Il fondo sovrano deve servire anche a comprarle», ha proseguito il leader degli industriali. Quanto ai tassi di interessi, «il problema non è la Bce. Il tasso è al 2,5%. Onestamente: può essere un problema per l’economia? Il problema vero non è forse che per tanti anni abbiamo avuto i tassi negativi e avremmo dovuto riconfigurare la spesa pubblica e ridurre il debito?».

«Negli ultimi undici anni il nostro debito è passato da 1.900 a 2.800 miliardi e nel frattempo abbiamo raddoppiato la spesa sociale. Ma anche il numero dei poveri. “Colpa dell’Europa”? Non direi», ha precisato. Parlando, infine, della manovra, «condivisibile sull’energia. Ma se non si tagliano in maniera incisiva le tasse sul lavoro non ci convince. Serve un taglio da 16 miliardi concentrato sotto ai 35mila euro di reddito, due terzi a favore dei lavoratori, un terzo per le imprese. Significa dare 1200 euro in più ai lavoratori, cioè una mensilità aggiuntiva», ha concluso.

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