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Come sarà il 2021? I grandi esperti del mercato si confrontano al “Forum dei Gestori”

Un nuovo super ciclo economico, sostenuto da banche centrali e politiche fiscali e una ripresa più forte del previsto. Asia, Europa e mercati emergenti potrebbero prendere il testimone da Wall Street. Ma anche possibili sorprese negative, come un eventuale fallimento dei vaccini, o le tensioni geopolitiche in Asia e il ritorno della inflazione.

Sono le idee e previsioni uscite fuori dal “Forum dei Gestori”, organizzato da ClassCNBC. All’evento hanno partecipato Manuela D’Onofrio, head of Group Investment & Solutions di Unicredit, Emilio Franco, amministratore delegato di Mediobanca sgr, Bruno Rovelli, chief investment strategist di BlackRock, e Andrea Delitala, head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management.

La tavola rotonda si è aperta analizzando la stretta attualità, che parla prevalentemente della nuova variante del Covid-19, proveniente dalla Gran Bretagna. Una notizia che, ai mercati, in qualche modo serviva per normalizzare la situazione, così come spiegato da Manuela D’Onofrio: «Le borse avevano bisogno di un motivo per arrestare la corsa al rialzo e la notizia della mutazione del virus ha offerto una valida ragione per contabilizzare un po’ di realizzi prima di fine anno».

La head of Group Investment & Solutions di Unicredit ha analizzato poi i fattori chiave dell’anno alle porte. «Il primo saranno le politiche monetarie, che rimarranno estremamente espansive. Sono esse che hanno permesso questo recupero rapido dei principali mercati azionari e di quelli obbligazionari dei corporate bond e degli emerging markets. Il secondo fattore è rappresentato dalle politiche fiscali, che ci attendiamo estremamente di stimolo all’economia reale per tutto il 2021 e oltre. Questi due fattori, assieme ai risparmi aggiuntivi effettuati in questa fase da famiglie e imprese, potrebbero creare un circolo positivo l’anno prossimo e favorire una ripresa più importante di quello che al momento possiamo immaginare».

Nel 2021 la rotta dei mercati non dovrebbe cambiare, per volere delle Banche centrali, soprattutto, secondo Bruno Rovelli. «Ma le politiche monetarie e fiscali non diventeranno più accomodanti nel 2021 rispetto al 2020. Nel migliore dei casi in Europa rimarranno in linea con l’anno che sta finendo. Quindi credo che la novità vera del 2021 sia il fatto che apparentemente i vaccini hanno un’efficacia superiore a quella che ci si aspettava». Secondo lo chief investment strategist di BlackRock, qualche mese fa, si pensava «che con l’efficacia dei vaccini tra il 60 e il 65% la normalizzazione sarebbe stato un risultato un po’ difficile da ottenere. Un’efficacia così elevata fa pensare a una forte accelerazione del ciclo globale nella seconda metà del 2021 e nella prima parte del 2022. Quindi abbiamo delle sorprese cicliche in arrivo che ci portano a essere positivi sugli asset rischiosi».

Ma nel pensiero ottimista, si insinua dietro l’angolo il rischio di “pescare” l’imprevisto, come afferma Andrea Delitala. «Ricordiamoci però che le previsioni di utili per l’anno prossimo sono in media di un +26% e i prezzi incorporano già queste anticipazioni. A questo punto il gioco non è più il nuovo vaccino, già scontato, ma semmai un rallentamento delle vaccinazioni, che potrebbe avere un effetto altrettanto negativo. In queste circostanze i multipli non possono proseguire a sostenere i corsi, come è stato nella seconda parte di quest’anno. Il rapporto prezzo/utili verosimilmente tenderà a contrarsi, anche perché la liquidità andrà un po’ esaurendosi. La Cina ha già smesso di immetterla nel sistema globale e l’America rallenterà».

In sintesi nel 2021 ci sarà molto da fare, scommettendo molto. Unicredit, come spiegato dalla D’Onofrio, ha già effettuato «una scommessa molto importante sui corporate bond investment grade». «Eravamo convinti che la Bce avrebbe dato pieno sostegno. Abbiamo aggiunto a settembre l’obbligazionario dei Paesi emergenti. I nostri portafogli bilanciati hanno una sovraesposizione all’azionario costruita prevalentemente in Asia e in Europa perché crediamo in una ripresa ciclica il prossimo anno».

Anche Emilio Franco, ad di Mediobanca, si trova d’accordo con la D’Onofrio sulla diversificazione geografica dell’azionariato nel 2021. «Pensiamo che il nuovo ciclo inizi con un fortissimo impulso a favore dell’equity. In termini di sovraesposizione sull’azionario noi vediamo un’opportunità interessante non solo in Asia, ma nel complesso nelle borse degli emergenti, in particolare di India e Brasile. In termini di settori da novembre qualcosa è cambiato con la rotazione innescata dall’arrivo dei vaccini. Quando ci sono i lockdown e scatta l’interruttore “off” l’economia rallenta. Quando scatta “on” la domanda congelata si scatena, quindi la rotazione continuerà».

Andrea Delitala conclude, raccontando come Pictet Asset Management, l’azienda di cui è head of Euro Multi Asset, entrerà nel 2021. «Dal punto di vista tattico abbiamo in comune con gli altri il sovrappeso azionario, almeno per l’inizio dell’anno, e un sovrappeso strutturale del mondo emergente; in particolare sull’Asia, uscita per prima dal Covid. Dopodichè prevediamo una buona performance iniziale dell’America più che dell’Europa, per “l’effetto luna di miele” con la nuova Amministrazione Biden. La seconda metà dell’anno dovrà finalmente vedere l’Europa aggiungersi con un po’ più di convinzione alla ripresa ciclica grazie anche alla spinta garantita dai fondi del Next Generation Eu».

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