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Vittorio Colao (ministro Innovazione): «Strategia Cloud Italia: gli italiani si devono poter fidare della Pa»

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La Pubblica Amministrazione deve trasformarsi assieme alla società, che è sempre più digitalizzata anche come conseguenza dell’emergenza sanitaria. Per questo è stata messa a punto la Strategia Cloud Italia il cui scopo è quello di mettere a punto soluzioni cloud nella Pa.

L’obiettivo è doppio: innanzitutto quello di costruire una «casa sicura per i dati degli italiani che si devono poter fidare della Pa» e in secondo luogo si vuole far in modo che tutte le amministrazioni possano fornire servizi ai cittadini «rapidamente e a costi ragionevoli, senza nessuna differenza geografica».

A descrivere le principali caratteristiche della Strategia Cloud Italia è stato oggi il ministro dell’Innovazione Vittorio Colao, affiancato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Franco Gabrielli e il dg dell’Agenzia per la Cybersicurezza Roberto Baldoni.

La migrazione di tutte le amministrazioni alla “nuvola” dovrà avvenire entro la fine del 2025, ma il primo step sarà quello della realizzazione del Polo Strategico Nazionale (Psn), un’infrastruttura informatica nazionale per l’erogazione dei servizi cloud. Per quest’ultimo Colao si “attende proposte a giorni» con una tabella di marcia che prevede innanzitutto la pubblicazione del bando di gara entro la fine di quest’anno.

Ma il ministro ha comunque tenuto a precisare che «non sarà tecnicamente una classica gara ma un’offerta di partnership e ci aspettiamo proposte da soggetti pubblici e privati» ma il dettaglio fondamentale saranno comunque le competenze. E quanto al controllo del Psn, ha precisato inoltre, «vediamo che proposte arrivano, ma c’è una certa preferenza per mantenere il controllo da parte dello Stato, in forma magari flessibile». Anche se, ha tenuto a sottolineare, non si vuole perdere il contributo degli esterni.

Sempre sulle modalità in cui verrà portata avanti la costruzione del Polo, Colao ha spiegato che «non ci sono percorsi preferenziali, aspettiamo una proposta, quando arriverà, se arriverà e se saremo convinti, la valuteremo sennò abbiamo definito oggi le regole e faremo pezzettini per pezzettini. Se qualcuno ci propone la casa intera» ha specificato «faremo la casa intera, altrimenti faremo mattone per mattone».

Ma ha assicurato che «c’è spazio per tutti, c’è un grande muro europeo, poi c’è un giardino, poi c’è una casa con diverse stanze di cui qualcuna con muri spessi tipo cassaforte e altre normali». Così, ha aggiunto, «molti troveranno modo di contribuire a questo disegno, italiani e non italiani ma l’Italia prende il controllo delle regole di comportamento in giardino e fuori casa».

Al momento però ancora nessun dettaglio sulle cordate che avrebbero già presentato proposte. «Leggo i giornali, ho letto e sentito quello che è stato dichiarato riguardo a un’offerta da parte di un consorzio, vediamo cosa succederà». Si è limitato a sottolineare Colao rispondendo a chi gli chiedeva chiarimenti sull’ipotesi di una cordata tra Tim, Cdp, Sogei e Leonardo per il PNS. Per la digitalizzazione del Paese, il totale delle misure del Pnrr ammonta a 6,7 miliardi di euro mentre la parte destinata al PSN e alla migrazione della Pa è di circa 1,9 miliardi di euro. 

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