Un brand associato all’inconfondibile ricetta della bevanda analcolica. Ma Coca-Cola è pronta a diversificare: il marchio di fama planetaria intende lanciare una versione alcolica della sua acqua frizzante Topo Chico negli Stati Uniti dal prossimo anno, entrando così nel mercato delle bevande alcoliche.
Con questa mossa, la società si inserisce nella lotta tra una serie di colossi delle bevande che cercano di accaparrarsi quote di mercato mentre i consumatori si spostano sempre più sull’acquisto di hard seltzer.
Gli americani, in particolare, hanno speso 3 miliardi di dollari per gli hard seltzer nelle 52 settimane antecedenti al mese di luglio, un incremento del 241% su base annuale. Il marchio dominante sul mercato è White Claw, di proprietà di Mike’s Hard Lemonade. Il brand n.2 è Truly, di Boston Beer. Anche Anheuser Busch InBev e altri grandi produttori di birra hanno introdotto marchi di hard seltzer, tra cui Bud Light Seltzer e Corona Hard Seltzer.
Coca-Cola non vende alcolici negli Stati Uniti dal 1983, quando ha messo in vendita la divisione specializzata nella produzione di vini.
Nel 2018, Coca-Cola ha introdotto una bevanda alcolica al gusto di limone in Giappone, conosciuta come Lemon-Do. La società punta al lancio pilota della bevanda Topo Chico in America Latina alla fine dell’anno. La distribuzione di alcolici negli Stati Uniti è rigidamente regolamentata. Un portavoce ha dichiarato che la società non ha stabilito come avverrà la distribuzione della bevanda sul mercato Usa, che rientra nella stessa categoria normativa della birra.
Durante il mandato di James Quincey, chief executive nel 2017, Coca-Cola ha ampliato i propri franchise, con il lancio di soda contenenti caffeina, energy drink, smoothie e succhi. I più grandi marchi dell’azienda, Coca, Coca Zero Sugar e Sprite, hanno registrato buoni volumi di vendita negli alimentari durante la pandemia, subendo tuttavia un duro colpo dai cali delle vendite alla spina.








