La pandemia ha avuto moltissime conseguenze, dirette e indirette, sulla società. Tra questi era atteso «in seguito al blocco delle filiere per oltre un anno a causa dello stop imposto dal Covid» anche il ritorno dell’inflazione. Lo spiega l’economista e presidente di Confindustria Cultura, Innocenzo Cipolletta.
«Rimettere in moto gli approvvigionamenti non è semplice e questo determina tensioni che spesso si traducono in aumenti di prezzo. In molti casi si tratta semplicemente di un ritorno dei prezzi a valori che già avevamo conosciuto in passato, come nel caso dell’energia. Col tempo, questi inconvenienti dovrebbero attenuarsi, ma intanto a interrompere le filiere di approvvigionamento sono intervenuti fattori politici».
«La rottura delle relazioni tra Usa e Cina da Trump a Biden rischia di vanificare il principale fattore che aveva tenuta bassa l’inflazione negli anni passati, ossia la sovrabbondanza di offerta di prodotti industriali da parte della Cina. In queste condizioni, la lotta all’inflazione dovrebbe riguardare più i ministri degli Esteri per ristabilire rapporti commerciali corretti, che i ministri del Tesoro e i Governatori delle Banche Centrali con eventuali rialzi dei tassi di interesse».
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