«Non ho la sfera di cristallo», ma ho fiducia in «una soluzione ragionevole». Queste le parole di Carlo Cimbri, presidente di Unipol, sul dossier Eurovita, la compagnia assicurativa in amministrazione straordinaria dallo scorso 30 marzo. Cimbri sottolinea che le principali compagnie di assicurazione del Paese «hanno dato una disponibilità importante a risolvere in maniera definitiva un problema che non hanno creato loro affinché si possa trovare una soluzione e che a chi è stato maggiormente coinvolto sia agevolato il problema. Chi ha distribuito queste polizze deve fare la sua parte», ha sottolineato ricordando che «la soluzione è sul tavolo da più di due mesi».
«Mi sto riferendo alle banche che hanno distribuito questi prodotti» ha spiegato «e debbono fare la loro parte. Devono subentrare in caso di riscatto da parte dei loro clienti» ha concluso «con un finanziamento a tasso zero alla compagnia, in modo che la compagnia non abbia degli oneri da flussi di riscatto anticipati». «Perché devono farlo le banche?», si è chiesto. «Perché sono le stesse banche che fanno da intermediari con i clienti. Se non fossero coinvolte sarebbe diverso».








