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Simonetta Cheli (direttrice Osservazione della Terra): «Lo Spazio sta assumendo un ruolo sempre più strategico»

Lo Spazio sta assumendo un ruolo sempre più strategico. Lo sostiene Simonetta Cheli, dal primo gennaio 2022 a capo del Direttorato dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) per l’Osservazione della Terra che ha sede in Italia, nel centro ESRIN che si trova a Frascati (Roma). Si tratta di un nuovo grande progetto in Italia senza precedenti in Europa, che con il finanziamento di oltre un miliardo, promette di essere un volano dell’economia, e poi nuove sfide per capire i cambiamenti climatici e tutelare foreste e oceani: sta vivendo un momento d’oro l’Osservazione della Terra, con i suoi satelliti e i servizi che ne derivano.

«La crisi climatica, le decisioni della COP 26, Il Green Deal europeo, il piano Fit to 55, l’aumento dei disastri naturali con 170 miliardi di danni stimati per il 2021, ci fanno capire come I satelliti per l’Osservazione della Terra siano strumenti essenziali», rileva Cheli all’ANSA. In quest’ottica la collaborazione è essenziale: «l’Esa già lavora con la Commissione Europea sul programma Copernicus e questa collaborazione dovrà essere ancora più intensificata nei prossimi anni per garantire il massimo utilizzo dei dati disponibili e con nuove idee di prodotti e servizi».

Si prepara così la nuova generazione dei satelliti Sentinella, chiamata Sentinel Expansion, si lavora al progetto Destiny, teso a utilizzare grandi volumi di dati per realizzare modelli digitali del pianeta, si prevede di rafforzare ulteriormente la cooperazione tra Esa e Commissione Europea, come con organizzazioni come Eumetsat, che gestisce la rete europea dei satelliti meteorologici, e il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF).

«Si dovrà anche lavorare con l’industria, favorire l’accesso al capitale per chi ha nuove idee legate allo spazio e alla commercializzazione», aggiunge Cheli. In Italia l’ESA, con l’Esrin, è direttamente coinvolta anche nella progettazione e realizzazione di un nuovo sistema per l’Osservazione della Terra, finanziato con oltre un miliardo di euro nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

«L’Italia sarà la prima, e per ora la sola, nazione europea a sviluppare un tale sistema. Il governo italiano, nella persona del ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale, Vittorio Colao, ne ha affidato il supporto tecnico per la realizzazione all’ESA, che» precisa Cheli «si avvarrà del contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana e di altre istituzioni nazionali. Il sistema sarà realizzato da aziende italiane». Per Cheli il progetto «non ha solo l’obiettivo di sviluppare dei servizi di utilità pubblica, ma di stimolare la ripresa economica favorendo, per esempio, la creazione di posti di lavoro e la nascita di piccole imprese». Si guarda intanto anche a un futuro più lontano, con i prossimi satelliti scientifici ed operativi dell’Esa.

I 16 attualmente in operazione forniscono dati importantissimi su venti, ghiacci, oceani, umidità del suolo, e nei prossimi anni si preparano altre missioni scientifiche: Biomass (2023), che raccoglierà dati sulle foreste, ed EarthCare, in collaborazione con il Giappone, per studiare i profili delle nuvole e avere dati più precisi sull’atmosfera. L’Esa sta inoltre discutendo con la Nasa il progetto di una missione sulla gravità, basata sull’esperienza dei satelliti Goce e GRACE, che potrà aiutare a capire clima e la circolazione degli oceani.

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