“Siamo preoccupatissimi per lo scenario che potremmo trovarci di fronte qualora il percorso di vendita non andasse a buon fine. E’ urgente che, a differenza di quanto accaduto fin qui, il Ministero ci tenga aggiornati sull’evolversi della situazione e, soprattutto, che si faccia carico della difesa di uno dei pochi marchi storici del tessile italiano rimasti”.
Lo ha dichiarato Tiziana Basso della Cgil del Veneto per l’esito della gara, che non ha visto l’assegnazione dell’azienda Stefanel di Ponte di Piave a un compratore. Questo pomeriggio, in videoconferenza, si è svolto l’incontro con dirigenti del Ministero della Sviluppo economico sul futuro della ditta che attualmente conta 200 lavoratori a livello nazionale e circa 70 in Veneto, la gran parte a Ponte di Piave.
“Il futuro del sito di Ponte di Piace – ha aggiunto Christian Ianicelli della Filctem Cgil di Treviso – è fondamentale per l’intero tessuto produttivo provinciale. In una fase critica come questa sarebbe drammatico perdere decine di posti di lavoro legati non solo all’azienda Stefanel, ma all’indotto che rimarrebbe senza commesse decisive per la sopravvivenza di alcune piccole realtà. Non basta che l’esito della vendita sia positivo, è necessario che l’offerta sia congrua anche per quanto riguarda la tutela dei livelli occupazionali, con garanzie solide dal punto di vista economico e finanziario”.








