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Claudio Cerasa (Il Foglio): «Anche i brand e le grandi aziende difendono la democrazia e sfidano Putin»

Claudio Cerasa direttore del Foglio analizza la “Santa alleanza” tra stati e brand occidentali in chiave anti Putin: “La scommessa culturale che si trova alla base dell’aggressione in Ucraina promossa da Vladimir Putin a colpi di razzi, bombe e mortai è che, alla fine dei conti, il miglior alleato della sua Grande Russia prima o poi coinciderà con la volontà da parte dell’occidente di non mettere a rischio il proprio benessere, le proprie industrie e i propri affari per proteggere un paese che fino a qualche settimana fa molti cittadini appartenenti ai paesi alleati dell’Ucraina neppure avrebbero saputo indicare su una mappa geografica.

Quello che però Putin sembra aver gravemente sottovalutato al momento dell’aggressione dell’Ucraina – spiega il direttore – non riguarda solo la capacità di resistenza del paese invaso. Riguarda qualcosa ancora di più importante che costituisce il vero arsenale extra militare messo in campo dall’occidente di fronte agli occhi dei nemici della democrazia e della libertà: la capacità da parte delle società aperte di trasformare ciò che gli illiberali considerano un punto di debolezza in uno straordinario punto di forza.

Nel caso specifico, ciò che sta contribuendo a far galoppare la Russia verso uno scenario di default immediato non sono soltanto le sanzioni dirette approvate dall’Unione europea, dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti, ma sono anche le sanzioni per così dire indirette messe in campo da tutte quelle aziende che pur non avendo alcun obbligo formale hanno deciso di stare dalla parte giusta della storia interrompendo con effetto immediato ogni rapporto con la Russia dell’aggressore.

Il tentativo della Russia di disegnare un nuovo ordine del mondo attraverso l’aggressione militare in Ucraina sul breve periodo potrebbe consegnare a Putin qualche risultato sul campo e non c’è dubbio che per l’occidente libero la sola prospettiva di poter concedere alla Russia ciò che la Russia ha conquistato con la forza non rappresenterebbe un precedente incoraggiante. Ma allo stesso tempo, l’aggressione di Putin ha permesso all’occidente libero di costruire un’alleanza strategica tra stati nazionali e grandi multinazionali.

Un’alleanza – conclude – capace di superare i confini della politica per dimostrare ciò che fino a qualche settimana fa sembrava difficile affermare: non chiudere gli occhi di fronte ai nemici della libertà e fare della difesa del nostro benessere un’arma per difendere non il nostro egoismo ma la nostra democrazia”.

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