Uno “scambio” per arrivare, a metà luglio, al decreto che proroga fino al termine dell’anno cassa integrazione e moratoria sui LICENZIAMENTI; poi la riforma degli ammortizzatori sociali con la Legge di Bilancio, in autunno. Pd e M5S, ancora distanti sull’opportunità di utilizzo dei miliardi del Mes, avvicinano invece le rispettive posizioni al tavolo dove si discutono le misure di sostegno per imprese e lavoratori, riporta “Repubblica”.
E lo “scambio” che potrebbe far quadrare il cerchio è tra la proroga della Cig e dello stop ai LICENZIAMENTI, cara ai pentastellati, e l’allungamento oltre meà agosto della sospensione dell’obbligo delle causali per il rinnovo dei contratti a termine, misura sostenuta dai dem.
Anche in questo caso si ragiona su una dilazione almeno fino al termine del 2020, ancorché misure del genere hanno maggiore efficacia se strutturali.
Nella proposta del Pd, peraltro, la sospensione delle causali sarebbe accompagnata dall’introduzione di incentivi alle imprese che fanno assunzioni a tempo indeterminato.
“Stiamo ragionando sul pacchetto di misure insieme alla ministra Catalfo e al ministero dell’Economia” spiega Francesca Puglisi, sottosegretaria al Lavoro con delega sugli ammortizzatori sociali.
“Condividiamo assolutamente l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno, e stiamo preparando il decreto. Però bisogna attendere i nuovi dati sul “tiraggio” della Cassa integrazione, cioè su quante ore autorizzate sono state poi effettivamente utilizzate dalle imprese: mancano quelli successivi al 4 maggio, data della prima riapertura delle attività produttive nel Paese, e quindi non possiamo stimare esattamente le risorse necessarie alla proroga”.
“La copertura finanziaria stimata – aggiunge la sottosegretaria – e’ di circa 4 mld al mese, ma è calcolata sull’andamento di questo periodo di emergenza massima e quindi bisognerà capire se dopo le riaperture di molte fabbriche e attività ci sia stato un calo dell’utilizzo”.
I numeri statistici sono impressionanti. Tra gennaio e maggio di quest’anno e’ stato raggiunto il massimo di ore di Cig di sempre, cioè più del dato complessivo del 2010, fino ad oggi annata record: 1,8 miliardi di ore autorizzate, per un incremento del 1.441% sul 2019; solo ad aprile e maggio 1,7 miliardi.
Avvisaglia di un autunno drammatico sul fronte dell’occupazione, con l’Istat che per l’intero 2020 prevede un crollo di oltre il 9% delle unita’ di lavoro equivalenti a tempo pieno e l’Anpal che stima una riduzione di oltre mezzo milione dei contratti di lavoro avviati rispetto al 2019.
L’Inps ha calcolato che nonostante la moratoria sui LICENZIAMENTI, nel solo mese di marzo sono stati mandati a casa quasi 40.000 lavoratori.
Quanto alla riforma prossima ventura degli ammortizzatori sociali, sono confermate le linee guida sulle quali si ragionava al ministero del Lavoro prima della pandemia: affiancamento alla cassa di percorsi di formazione e riqualificazione professionale; ripristino del contratto di solidarietà per le aziende escluse dalla Cigs; rivisitazione del contratto di espansione nell’ottica della staffetta generazionale; revisione della Naspi con il reinserimento dell’assegno di ricollocazione e il collegamento con il reddito di cittadinanza.
“Chi vuole cassa integrazione a pioggia e stop ai LICENZIAMENTI fino a dicembre accende la miccia di una bomba sociale che esploderà a gennaio. Finiremo i soldi, ritarderemo le soluzioni e lasceremo per strada giovani, precari e autonomi”.
Lo afferma il senatore Pd Tommaso Nannicini che aggiunge: “Il cambiamento va governato, non ingessato. Serve un salario di formazione per chi perde il lavoro, investimenti in politiche attive, taglio del costo del lavoro stabile. Dignità del lavoro contro assistenzialismo è il derby decisivo in vista dell’autunno”








