L’ingresso di Ita nel gruppo Lufthansa sarà un successo. Parola di Carsten Spohr.
Il ceo di Lufthansa rassicura gli azionisti della compagnia tedesca in vista dell’assemblea che si terrà il prossimo 9 maggio a Monaco spiegando che Ita non è Alitalia: l’integrazione nel gruppo tedesco sarà positiva.
L’operazione consentirà a Lufthansa di aumentare il proprio peso internazionale, i colloqui con il governo italiano sono a buon punto.
NON BISOGNA FARE CONFUSIONE
“Ita non deve essere confusa con l’ex Alitalia.
La compagnia è stata fondata solo nel 2020.
Con 3.900 dipendenti e 70 aeromobili, è posizionata in modo molto efficiente a Roma e Milano.
Dopo la conclusione dell’accordo di acquisto e l’approvazione da parte della Commissione Europea, vediamo buone prospettive di successo di Ita nel nostro gruppo”, ha sottolineato Spohr.
COLLOQUI CON GOVERNO A BUON PUNTO
“I nostri colloqui con il governo italiano per la partecipazione e acquisizione di Ita Airways sono sulla buona strada.
Con questo passo, vogliamo rafforzare la nostra presenza in Europa e guadagnare un altro mercato domestico molto interessante per il nostro gruppo”, ha spiegato Spohr.
Il 24 aprile Lufthansa aveva annunciato il rinvio dell’accordo con il Ministero dell’Economia (azionista unico di Ita Airways) per l’ingresso dei tedeschi nel capitale del vettore tricolore.
Il negoziato in esclusiva è stato prorogato di quasi tre settimane.
Ora la scadenza ultima per accordarsi è il 12 maggio.
PIU’ INTERNAZIONALI CON ITA
L’acquisizione di una partecipazione in Ita “renderà il gruppo Lufthansa ancora più internazionale.
Ciò è necessario nella competizione globale.
Perché’ una dipendenza troppo grande da un unico quadro normativo molto restrittivo o da un solo mercato del lavoro ci farebbe rimanere indietro a livello globale”.
L’Italia – ha messo in evidenza Spohr – è la terza economia dell’Ue e anche il “terzo mercato per le compagnie aeree.
E l’area metropolitana di Milano è anche il terzo bacino di utenza in Europa, dopo Londra e Parigi.
La domanda è elevata, sia tra i viaggiatori d’affari sia per i viaggi privati da e per l’Italia.
Il Paese è già il nostro più grande mercato estero, dopo gli Stati Uniti”.








