“Un Paese che invecchia non ha futuro. Se intendiamo una comunità o tu questa la alimenti crescendo o invecchi, ti riduci e scompari. Questo è quello che succede a un Paese che invecchia”. Così Carlo Cimbri, amministratore delegato e direttore generale del gruppo Unipol, nel suo intervento all’iniziativa per i 40 di Affari & Finanza a Milano.
Secondo Cimbri, l’immigrazione in Italia “viene trattata in chiave sempre drammatica. Cosa diversa è costruire una politica cosciente per l’immigrazione” in grado di “attrarre talenti” per “porre le basi per una società che si sviluppa in maniera armonica, anche grazie a provenienze originarie diverse. Noi di questo abbiamo bisogno. Oggi abbiamo un pensionato per due lavoratori, domani avremo due pensionati per un lavoratore. Chi li sosterrà?”.
Il tema dell’invecchiamento demografico “viene da molto lontano.
Non ce ne accorgiamo oggi che la nostra popolazione invecchia, ma abbiamo passato tanto tempo a dibattere di previdenza, di sistemi contributivi, retributivi ecc. In questo caso senza la risorsa primaria, cioè senza demografia, senza nuove risorse, alla fine diventa una ripartizione di qualcosa che diventa sempre più piccolo. O il prodotto cresce attraverso la forza lavoro o diventa difficile sostenere qualsiasi tipo di sistema, anche di welfare”, ha ribadito Cimbri.
Per Cimbri “se facciamo sempre meno figli e non integriamo gente che non si integra nella nostra cultura, diventiamo sempre di meno e scompariamo. Senza demografia non c’è futuro per nessuno”.








